In questo 2026 si fa un gran parlare del diritto di voto alle donne. In Italia, infatti, le donne poterono votare ed essere votate per la prima volta nel 1946, 80 anni fa. Finita la guerra, sconfitto il fascismo, “tornata” la democrazia, anche le donne possono essere finalmente cittadine, con diritti politici. La concomitanza temporale potrebbe portare a pensare che l’estensione del diritto di voto alle donne sia conseguenza dell’esperienza della guerra e, in particolare, della Resistenza. È davvero così semplice?
Donne in cammino: dalla Resistenza al voto
Le cause degli eventi storici sono sempre complesse e lo sguardo storico può aiutare a dipanare la matassa. La stessa Resistenza femminile è qualcosa di complesso e variegato: ogni donna vive infatti la sua personale resistenza, fatta di scelte, attitudini, competenze, coraggio, occasioni, slanci, paure…
Nel microcosmo del quartiere Madonnina di Modena è possibile rintracciare e seguire alcuni fili, anche generazionali, che contribuirono a tessere la complessa trama dell’esperienza resistenziale modenese e femminile in particolare. Nell’ambito del programma di iniziative “Donne in cammino: dalla Resistenza al voto” sono stata quindi chiamata ad accompagnare genitori e gli insegnanti delle scuole dell’Istituto comprensivo 1 e i cittadini del quartiere in una facile passeggiata storica sulle tracce della Resistenza al femminile.
Non solo staffette: trekking storico
L’evento con me, Paola Gemelli, è in programma per la mattina di sabato 28 febbraio con ritrovo alle ore 9.15 presso l’ingresso della scuola Cavour in via Amundsen 80, con partenza alle ore 9.30 e rientro alle 11.30. Anticipando l’8 marzo (che nella storia che sarà raccontata c’entra eccome!), a tutte le partecipanti sarà offerto un rametto di mimosa grazie al contributo di Coop Alleanza 3.0. L’iniziativa è a cura del Comitato modenese di Anpi e del Quartiere 4 del Comune di Modena. L’evento è gratuito, con iscrizioni che verranno raccolte alla partenza.

Piccola anteprima per i miei lettori
Quando il Comitato modenese di Anpi mi ha chiesto di studiare un trekking storico al femminile per il quartiere, mi sono detta che sarebbe stata una bella sfida! Non è mai facile, infatti, ricostruire l’operato delle donne, tanto più se clandestino come nel caso della Resistenza e ancora di più se “carsico” come nel caso della Resistenza civile. Difficile ricostruirlo e ancora più difficile trovarne tracce nel presente della città: il quartiere conserva qualche segno del suo passato, ma negli anni si è anche molto modificato. La memoria di associazioni e istituzioni ha lavorato con cippi e monumenti… eppure le donne sembrano quasi assenti. Tuttavia, con uno studio attento delle fonti storiche, sono riuscita a costruire un percorso che darà conto dell’agire di tante donne della Madonnina: donne ribelli e coraggiose, che tra gli anni Venti e il Secondo dopoguerra contribuirono all’emancipazione femminile e alla conquista di diritti per tutti.
Molti, nel quartiere, si ricordano di Gabriella Rossi “Carla”: spesso menzionata tra le organizzatrici e le protagoniste dell’evento considerato più rilevante per la Resistenza civile modenese, ovvero l’assalto al salumificio Frigieri di Paganine dell’8 marzo 1945, ricopre in realtà più ruoli e non si muove certo da sola. Figura carismatica, in grado di smuovere le altre donne, si è molto raccontata ed è stata anche parecchio raccontata. Più difficile rintracciare l’operato di altre, più timide e silenziose, ma comunque fondamentali. Proverò a rendere loro giustizia, ricordando che la Resistenza è un’impresa corale, che nasce e si sviluppa dove trova terreno fertile, spesso preparato da padri e madri antifascisti, sostenuto da una comunità che ha saputo nel tempo tenere vivi i valori della giustizia e della libertà.
Aspetto quindi genitori e insegnanti delle scuole dell’Istituto comprensivo 1 di Modena e i cittadini del quartiere Madonnina sabato 28 febbraio dalle ore 9.15 davanti alle scuole Cavour.