Ci sono tanti libri sulla Shoah e non è facile scegliere cosa suggerire. Ho provato a comporre una prima piccola lista, non esaustiva, di libri che mi sembrano adatti a tutti. Sono letture molto coinvolgenti, perché ripercorrono le memorie di persone che hanno vissuto sulla propria pelle le discriminazioni razziali e (in molti casi) la deportazione nei lager. Si tratta di novelle, diari, testimonianze letterarie, riflessioni sul proprio vissuto e romanzi ispirati alle vicende autobiografiche degli autori.
L’amico ritrovato di Fred Uhlman

È particolarmente facile consigliare questo testo, perché ha molti pregi. L’amico ritrovato è una novella, un romanzo in forma ridotta che si legge velocemente. Nel suo “piccolo”, però, condensa moltissimo e soddisfa gli appassionati di storia come gli appassionati di letteratura, grazie all’intreccio tra la storia di vita – vera – e la “grande” Storia. La vicenda è raccontata in prima persona dal giovane protagonista e risulta particolarmente coinvolgente: pur essendo fortemente intimista, il testo non risulta mai noioso né mancano i colpi di scena.
Adatto anche ai più giovani (dai 12 anni), L’amico ritrovato si gode allo stesso modo da adulti. Tutti, in fondo, siamo passati dalle tribolazioni dell’adolescenza e non è difficile immedesimarsi nel protagonista. In molti meno, invece, abbiamo vissuto la discriminazione razziale. Tra i meriti di questo piccolo grande libro c’è sicuramente quello di farcela conoscere da un punto di vista “quotidiano” e indimenticabile.
Il Diario di Anna Frank
Ho consigliato questo libro anche nel post con i suggerimenti per i ragazzi. Ricordavo bene le emozioni che il Diario di Anna Frank aveva scatenato nella Paola dodicenne e confermo che si tratta di una lettura adattissima agli adolescenti. Credo però che questo libro vada riletto anche da adulti e per più di una ragione. La prima è che credo sia un esercizio utile rileggere la propria adolescenza (perché la ritroverai è certo, anche se ti sembra impossibile) e, magari, interrogarsi come genitori. La seconda è che, se ami la storia, sarà per te interessante ritrovare nel Diario quei riferimenti storici che magari già conosci, ma vissuti “dall’interno”. Fanno un altro effetto, è certo.
La notte di Elie Wiesel

Questo è un libro che non ho ancora letto. Te lo consiglio perché mi incuriosisce e l’ho messo in nota. Come si cresce in un campo di concentramento? Come se ne esce, dopo esserci entrati a 12 anni? La fede aiuta o la si perde? Dov’è Dio dopo Auschwitz? La notte è il romanzo autobiografico di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986.
Anche in questo caso si tratta di una testimonianza diretta della Shoah. Questo dà un valore particolare al racconto, che offre una prospettiva interna all’universo concentrazionario, contribuendo a rivelarne l’impatto suo deportati. Il punto di vista è infatti quello dell’autore stesso, un bambino profondamente credente, costretto a fare i conti con un’esperienza sconvolgente. Nel lager, Wiesel perde il padre e la fede. Di fronte alla scomparsa di Dio, anche l’umanità sembra sgretolarsi, ma la guerra finisce e la vita continua. Cosa resta dell’uomo dopo quel baratro?
La notte è quindi un romanzo che, raccontandoci una storia di vita, promette di chiamarci in causa.