Il 25 aprile 2017 a Modena io, Paola Gemelli, e un folto pubblico abbiamo camminato con i Gruppi di difesa della donna di Modena, un’organizzazione clandestina femminile che a livello nazionale si forma nel novembre 1943 e che ha tra i suoi obiettivi quello di compiere atti di quella che oggi chiamiamo Resistenza civile. Siamo quindi tornati, oltre 70 anni dopo, sui luoghi della città che hanno visti protagonisti i Gruppi di difesa della donna e – dalla Prefettura alla Stazione dei treni, dalla casa ex mondariso alla Manifattura tabacchi – abbiamo rivissuto le loro battaglie, le loro coraggiose azioni di difesa e sostegno alle donne, agli uomini, ai figli, alla popolazione, alla lotta partigiana.
Sono storie poco conosciute, perché per molto tempo non si è dato peso a questa forma di Resistenza e, nell’immaginario collettivo, se “anche le donne hanno fatto qualcosa“, spesso è stato più che altro per “aiutare“. Se la figura femminile della staffetta è ormai conosciuta, ciò non è altrettanto vero per movimenti come quello dei Gruppi di difesa della donna. Eppure, in queste figure meno eroiche in un senso tradizionale, in queste figure che vivono un’esperienza “straordinaria” nel momento in cui diventano straordinari (e pericolosi) l’ordinario recuperare cibo e vestiario o l’avere un tetto sicuro sulla testa, proprio in queste figure e nelle loro azioni ritroviamo le radici dell’impegno nella sfera pubblica di cui alcune donne saranno protagoniste nel Dopoguerra. Sono i Gruppi di difesa della donna che ricominciano, dopo 20 anni, a festeggiare la Giornata internazionale delle donne. Sono i Gruppi di difesa della donna che nel loro programma d’azione, fin dal 1943, parlano di diritto al voto, all’istruzione, al lavoro, a un salario uguale per un lavoro uguale a quello degli uomini, alla maternità. Sono loro che oggi ci suggeriscono che, anche se non lo abbiamo mai fatto, tutti noi possiamo fare qualcosa di più, senza essere “eroi”, ma al tempo stesso con l’eroicità che può volerci anche nel quotidiano della vita civile.
Di seguito qualche scatto dalla partecipatissima iniziativa, che ha coinvolto un centinaio di persone.


















