Dal 2017 sono impegnata nel progetto di didattica della storia per la scuola primaria Dai margini alla storia. Cittadini responsabili, ideato da Arci Modena, sviluppato in collaborazione con varie sezioni locali di Anpi e sostenuto da alcuni Comuni modenesi.
Lavorando al progetto, ho compiuto ricerche storiche finalizzate alla creazione di mappe narrative cartacee, che propongono ai bambini itinerari nella storia della Resistenza di diversi Comuni della provincia di Modena: Castelvetro, Fiorano Modenese, Formigine, Guiglia, Maranello, Marano sul Panaro, Sassuolo, Soliera, Spilamberto, Campogalliano, Pavullo… Utilizzo questo strumento nei percorsi di didattica della storia per la scuola primaria che dall’anno scolastico 2017/2018 porto nelle classi quinte. Si tratta di proposte finalizzate a far comprendere le radici storiche della Costituzione e alcuni concetti di cittadinanza consapevole.
Obiettivi disciplinari e obiettivi di cittadinanza
L’obiettivo del progetto è quello di educare a una “nuova cittadinanza”, che sia “unitaria e plurale a un tempo”. Nella fase di costruzione del progetto, nel 2017, si è tenuto conto delle direttive ministeriali. Come chiarito dal Ministero della Pubblica Istruzione, per raggiungere lo scopo “una via privilegiata è proprio la conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si possono realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda memoria e condivisione delle radici storiche”.
La conoscenza della storia più recente è importante anche nella scuola primaria, in relazione all’educazione civica. Se i bambini imparano a leggere il passato, ricavano molti più strumenti per capire i problemi del presente, che sono quasi sempre dovuti a ragioni maturate nel corso del tempo. Così possono diventare cittadini responsabili, in grado di comprendere pienamente il significato e i valori della Costituzione, ovvero “in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale”.
Come si legge nelle Direttive ministeriali, “nei tempi più recenti il passato e, in particolare, i temi della memoria, dell’identità e delle radici hanno fortemente caratterizzato il discorso pubblico e dei media sulla storia. Un insegnamento che promuova la padronanza degli strumenti critici permette di evitare che la storia venga usata strumentalmente, in modo improprio”.
I progetti didattici per la scuola primaria elaborati con Arci si concentrano su un obiettivo di apprendimento significativo per le classi quinte quale è, per l’uso delle fonti, la capacità di “rappresentare, in un quadro storico-sociale, le informazioni che scaturiscono dalle tracce del passato presenti sul territorio vissuto”.
Anche la geografia entra nel progetto: ci siamo infatti proposti di contribuire alla formazione nei ragazzi della concezione dello spazio rappresentativo come espressione di sistemi di valori (i luoghi della memoria storica).
Oggi la scuola “può porsi il compito più ampio di educare alla convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. La finalità è una cittadinanza che certo permane coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione nazionale, ma che può essere alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più ricca che in passato”. Proprio da un passato come quello del regime fascista, nel quale la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una cultura omogenea, “francamente razzista”, partono gli itinerari nel tempo e nello spazio. Per arrivare a far capire come quella cultura portò la società italiana ai drammi conosciuti durante la Seconda Guerra Mondiale.
“Lo studio della storia, insieme alla memoria delle generazioni viventi, alla percezione del presente e alla visione del futuro” si legge ancora nelle Direttive “contribuisce a formare la coscienza storica dei cittadini.”
Metodologia: esplorazione del centro storico
La proposta mette in gioco i bambini in un’esplorazione guidata dei centri storici, che permette loro di conoscere alcuni luoghi della città in cui vivono da una prospettiva storica. Con l’ausilio di una mappa appositamente realizzata, i bambini provano a indicare al gruppo il percorso da fare, tappa dopo tappa. E’ invece compito dello storico che li accompagna (quindi mio, io sono la storica Paola Gemelli) raccontare gli eventi accaduti in passato e legati ad ogni singolo luogo.
L’itinerario, dalla durata di 2 ore, tocca alcuni dei luoghi “testimoni” delle vicende di ieri e significativi per la vita della comunità oggi. Per ciascuna delle tappe la ricostruzione storica si lega a una vicenda accaduta sul luogo e collegata a un tema specifico: dittatura, solidarietà, razzismo, scelta, profughi, violenza, bombardamenti.
L’obiettivo è sempre quello di parlare direttamente ai bambini, raccontando loro, ogni volta che sarà possibile, vicende che hanno visto protagonisti altri bambini, con le loro famiglie.
Lungo il percorso mi capita anche di svelare alcuni segreti del mio mestiere. Per capire come sono andate davvero le cose – senza affidarsi esclusivamente alle memorie – è necessario ricostruire la storia partendo dal confronto tra le fonti: in alcuni luoghi i bambini sono chiamati a provarci, partendo dai testi che corredano la mappa, dalle epigrafi dei monumenti e dagli aiuti dello storico.
Struttura del progetto
Le attività con gli studenti si svolgono in due momenti. Il primo incontro avviene in classe e serve a introdurre gli argomenti, anche con l’ausilio di testimoni/testimonianze.
L’incontro con le memorie dei testimoni regala ai bambini due ore di racconti fitti di ricordi personali e aneddoti, che riescono sempre a catturarne l’attenzione e a scatenare domande e curiosità. Quando possibile, ciò avviene con la viva presenza dei partigiani. In quel caso, si parte da loto, da quando Dante Corti e Livio Piccinini (per citare due dei testimoni negli anni coinvolti nel progetto) avevano la loro età, negli anni ’30, e, come i bambini, andavano a scuola (o non ci andavano già più) vivendo però una quotidianità fatta di estrema miseria e di ordinaria assenza di diritti. Cosa veniva insegnato a scuola? Cosa, da bambini, non potevano fare? E cosa dovevano fare? E i loro genitori?
Il ruolo dello storico, in questo frangente, è quello di mettere ordine nelle memorie, spiegarle, ordinarle con un racconto fatto di parole semplici, che aiuti a capire il senso del vissuto, a inserirlo in una cornice più ampia, a legarlo ad un contesto di cui il loro programma scolastico non prevede lo studio.
Successivamente accompagno i bambini in un’uscita, finalizzata a scoprire la storia locale attraverso i percorsi tracciati nelle mappe e i segni presenti sul territorio. Al termine, per i Comuni che lo desiderano e insieme ai bambini, restituisco pubblicamente l’attività svolta attraverso eventi organizzati nelle principali ricorrenze del calendario civile.
All’inizio dell’anno scolastico 2018/2019, seconda annualità del progetto, ho fatto il punto della situazione sulla rivista di Public History dell’associazione Clionet. Puoi leggere l’articolo qui:
- Senti che storia! Educazione civica e Public History alla scuola primaria, in «Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi», 2 (2018) [08-10-2018];
Da allora, il progetto è cresciuto ulteriormente, riscuotendo gli apprezzamenti dei docenti, degli alunni, delle amministrazioni e della cittadinanza.
Le restituzioni pubbliche per famiglie e cittadinanza
Nel corso degli anni, ho più volte organizzato e condotto restituzioni pubbliche del progetto, per raccontare alle famiglie, ma anche alla cittadinanza in generale, il lavoro fatto con le classi. Ogni volta, gli studenti sono stati coinvolti e hanno partecipato attivamente.
A Fiorano modenese la restituzione si è quasi sempre tenuta in una data attorno al 15 febbraio (la domenica più vicina), ovvero in occasione delle celebrazioni per l’anniversario dei caduti del 15 febbraio 1945. La cerimonia è particolarmente sentita dalla comunità fioranese, che nel cuore del suo centro storico conserva i segni tangibili di quell’eccidio. Sul lato nord di piazza Menotti, nel Giardino della memoria e della pace, si trova infatti un monumento ai caduti particolarmente significativo, costituito dal muro contro il quale le cinque vittime furono fucilate. Proprio lì, al termine delle celebrazioni liturgiche, da tradizione si tiene la posa della corona, con accompagnamento della Banda e alla presenza dei familiari delle vittime. Seguono il saluto del sindaco e altri interventi istituzionali che introducono l’evento di restituzione, ovvero una camminata con narrazione storica che parte da quel muro per tornarvi un’ora e mezzo dopo, due ore al massimo, con la partecipazione degli studenti, attivi nella lettura di loro considerazioni o di memorie famigliari. Ogni anno – tra il 2018 e il 2025 – questo progetto ha regalato molte soddisfazioni e volta dopo volta è cresciuta la partecipazione delle famiglie e di piccoli e grandi cittadini. Le classi coinvolte, d’altra parte, sono sempre state numerose, arrivando anche fino al numero di 8.
Ci sono state solo due eccezioni alla tradizione della data di febbraio: nel 2022 ad esempio si è tenuta la mattina del 25 aprile. Ad accompagnare con me la camminata dal titolo Senti che storia a Fiorano c’erano anche le bambine e i bambini delle classi quinte delle scuole primarie di Fiorano, Crociale e Spezzano. Le mie narrazioni storiche si sono così alternate alle letture di testimonianze, riflessioni e articoli della Costituzione. Si trattava del quinto anno consecutivo del progetto, per quanto riguarda il Comune di Fiorano. Durante le varie tappe abbiamo ripercorso gli anni che vanno dalle leggi razziali del 1938 alla Liberazione, raccontando vicende fioranesi legate alla vita quotidiana in tempo di guerra e alla Resistenza, per cercare le radici dei temi fondamentali espressi successivamente nella Carta costituzionale. Siamo partiti alle ore 11 da piazza Ciro Menotti, al termine delle celebrazioni istituzionali, del discorso del sindaco e degli interventi della banda Flos Frugi. La camminata è durata circa un’ora e mezzo ed era aperta a tutti, con partecipazione gratuita.
Un’altra eccezione significativa si è verificata nel 2021, in questo caso a causa del coronavirus. Qull’anno i limiti imposti dalla pandemia mi hanno costretto a trasferire in parte l’attività in modalità a distanza, ma mi ero attrezzata con percorsi digitali e ho comunque portato a termine il progetto con successo in tutte e 7 le classi aderenti dai 3 istituti scolastici: Ferrari, Guidotti e Menotti. Per raccontare alle famiglie e alla cittadinanza cosa è emerso nel corso delle attività, quali riflessioni e curiosità si sono risvegliate nei giovani cittadini, li ho invitati a scrivere al sindaco di Fiorano e a porgli le loro domande, con la promessa di consegnarle tutte e di farci dare qualche risposta nel corso delle celebrazioni per il 25 aprile.
Le domande sono state così tante che ci sarebbero voluti giorni per rispondere a tutto! Così, per la Festa della Liberazione, ne ho scelte alcune tra le più frequenti. I fratelli Nocetti di Alta definizione videomaking hanno quindi registrato un video con il racconto mio e di altri collaboratori della liberazione di Fiorano e per permettere al grande pubblico di conoscere le domande degli studenti, insieme alle relative risposte del sindaco. Le risposte del sindaco Francesco Tosi sono dunque arrivate la mattina del 25 aprile, dopo la diretta streaming della posa della corona al Monumento ai caduti in piazza Ciro Menotti e il discorso istituzionale. Il video è stato pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Fiorano Modenese per la Celebrazione del 76° anniversario della liberazione italiana dal nazismo e dal fascismo.
Un’altra data ideale per la restituzione è stata quella del 2 giugno, quando si celebra la festa della Repubblica: il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani votarono al referendum per scegliere la forma dello Stato. Nello stesso giorno, vennero eletti i 556 membri dell’Assemblea costituente, incaricati di scrivere la nuova Costituzione italiana, valida ancora oggi. Ecco perché questa era la giornata ideale per la restituzione di un bel percorso di educazione civica, realizzato insieme alle scuole primarie di Castelvetro. Venerdì 2 giugno 2023, alle ore 10, siamo partiti da piazza Roma – insieme ai bambini di quattro classi di Castelvetro, alle loro insegnanti e alle loro famiglie – per la camminata con narrazione storica Senti che storia a Castelvetro. Il trekking è stato condotto da me, ma ho avuto al mio fianco i bambini partecipanti al progetto di qualificazione scolastica con letture legate ad alcuni articoli della Costituzione e a episodi di storia locale. Lungo il percorso, diviso in alcune tappe, ho raccontato diversi episodi della storia di Castelvetro tra gli anni della dittatura fascista e la Seconda guerra mondiale. E’ stato un viaggio tra le vicende più significative di un’epoca decisiva della storia italiana. Le tappe hanno permesso di raccontare diversi aspetti: dall’educazione militare della dittatura fascista alle scelte di solidarietà della popolazione civile, dalla lotta partigiana ai bombardamenti aerei. Il trekking è durato un paio di ore ed era a partecipazione libera e gratuita. La cittadinanza era invitata, in quanto le narrazioni storiche erano adattate al pubblico adulto.
E’ successo anche nel comune di Savignano sul Panaro, più di una volta. La prima volta è stato nel 2022, quando la restituzione del progetto è stata inserita nella Settimana civica che si è tenuta dal 25 aprile al 1° maggio. Indetta dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, l’iniziativa si propone di valorizzare eventi che, all’interno delle scuole e della comunità contribuiscano a “formare cittadini responsabili e attivi e promuovere la loro partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità.” In particolare, nel 2022 la Settimana civica era dedicata a David Sassoli, “cittadino esemplare”, affinché la sua testimonianza potesse ispirare le scelte e i comportamenti di tutti. Gli eventi promossi dall’Amministrazione Comunale e dalla Scuola intendevano dare il massimo valore a principi di memoria storica, cultura civica, del rispetto e della pace, nei quali anche io mi riconosco profondamente e che mai come in questo momento storico è fondamentale provare a trasmettere ai giovani (e anche ai meno giovani, giusto per non dare nulla per scontato!). Proprio i giovani sono stati protagonisti della restituzione.
Ci siamo ritrovati alle ore 15.00 di sabato 30 aprile nel parco del monumento a Gramsci (davanti all’ingresso della scuola “A.Crespellani”) e siamo andati sulle tracce della Resistenza a Savignano sul Panaro (ma anche di molte vicende della vita quotidiana) per capire meglio insieme dove affondano le radici alcuni articoli della nostra Costituzione. Il percorso era guidato da me – Paola Gemelli – e dai ragazzi e dalle ragazze delle classi quinte delle scuole primarie “A. Crespellani” e “A. Frank” che avevano partecipato al progetto didattico “Dai margini alla storia: cittadini responsabili”. Lo hanno fatto con letture di articoli della Costituzione, testimonianze, pensieri. A me il compito di tenere insieme tutto con le nostre narrazioni storiche. Anche in questo caso l’evento era rivolto a tutta la cittadinanza.
Sabato 18 maggio 2024 la camminata Senti che storia a Savignano è stata il coronamento del percorso fatto a scuola, di nuovo anche con l’obiettivo di condividere con i cittadini adulti gli obiettivi raggiunti dagli studenti. Ho raccontato vicende accadute a Savignano sul Panaro durante la Seconda guerra mondiale, ma come da tradizione non ero sola: mi hanno accompagnato le bambine e i bambini delle 4 classi quinte delle scuole primarie che hanno partecipato al progetto di qualificazione scolastica nell’a.s. 2023/2024. Proprio le bambine e i bambini sono stati protagonisti delle tappe del trekking, intervenendo con i loro commenti e con letture. Le mie narrazioni storiche erano dedicate al pubblico adulto (i bambini le conoscevano già) e gli studenti avevano scritto i loro commenti proprio sapendo che li avrebbero stati letti in pubblico. La passeggiata storica si è svolta tra Doccia e il borgo antico di Savignano sul Panaro, con partenza alle ore 16 nel parco di via Gramsci. La partecipazione all’evento era libera e gratuita grazie al sostegno del Comune di Savignano sul Panaro.
Anche a Formigine ho curato restituzioni del progetto: la mattina del 25 aprile 2024 ho cominciato la giornata della Liberazione proprio nella cittadina di Formigine: alle ore 10.15 dal parco del Castello sono partita con una passeggiata di restituzione di un progetto di qualificazione scolastica. Ho accompagnato i numerosi partecipanti attraverso alcune vicende formiginesi risalenti al periodo della dittatura fascista e della Seconda guerra mondiale per illustrare il senso e le radici di alcuni articoli della Carta costituzionale. Ho anche dato lettura delle considerazioni scritte dai bambini di alcune classi delle scuole primarie di Magreta e di Corlo che avevano partecipato al progetto.
La restituzione a Formigine si era tenuta anche nel 2022: sabato 4 giugno ho percorso – con i bambini, le maestre, le istituzione e la cittadinanza – le vie del paese per scoprire vicende del secolo scorso che hanno lasciato un segno profondo, spesso ancora fisicamente visibile, sul territorio. Idealmente abbiamo incontrato anche alcuni protagonisti di quelle vicende: Francesco Luigi Ferrari, Mario Bertolani, Daria Marchetti, i gestori dell’Aquila Bianca, Zoello Monari… la storia di Formigine è ricca di donne e uomini che si sono impegnati per affermare i principi fondamentali su cui oggi si basa la nostra società. Nelle loro scelte di libertà, giustizia e Resistenza, portate avanti con determinazione e coraggio, si rinvengono le radici storiche della nostra Costituzione. Ho raccontato anche delle sofferenze che la popolazione formiginese patì durante la guerra: ho parlato in particolare di profughi e di chi, purtroppo, non visse abbastanza per vedere la Liberazione e la nascita della Repubblica italiana, il 2 giugno 1946.
La partenza era fissata per le ore 16.30 davanti al castello di Formigine. La camminata con narrazione storica è durata un paio di ore, comprese le soste nelle diverse tappe, e prevedeva un percorso accessibile a tutti nel centro storico della città. Sono stata coadiuvata attivamente dai bambini e dalle bambine delle classi quinte delle scuole primarie di Formigine e Casinalbo. A loro erano affidate letture di testimonianze, articoli della Costituzione e riflessioni sugli articoli stessi. Le narrazioni erano pensate per ascoltatori di ogni età, pertanto tutti erano i benvenuti. L’iniziativa era pubblica, a partecipazione libera e gratuita, e ha visto anche i saluti dell’amministrazione comunale.
Nel 2023 la restituzione formiginese è stata invece programmata per la mattina del 25 aprile: alle ore 10.15 dal parco del Castello sono partita con con un trekking storico di restituzione del progetto. Ho accompagnato i partecipanti attraverso alcune vicende formiginesi risalenti al periodo della dittatura fascista e della Seconda guerra mondiale per illustrare il senso e le radici di alcuni articoli della Carta costituzionale. I bambini di alcune classi delle scuole primarie sono intervenuti dando lettura delle loro considerazioni relative agli articoli oggetto del progetto scolastico. Erano previsti interventi della sindaca Costi e delle associazioni, oltre all’accompagnamento della Wind Band del Liceo Musicale C. Sigonio di Modena.
Le mie competenze al servizio della scuola primaria
Nel collaborare al format innovativo di Arci Modena, mi hanno sostenuto la conoscenza, maturata negli anni, degli archivi storici comunali, a cui ho aggiunto nuove ricerche svolte appositamente, e la conoscenza della bibliografia di riferimento.
Da anni realizzo unità didattiche e laboratori di approfondimento sulla storia contemporanea per le scuole di ogni ordine e grado. Già nel 2009, inoltre, avevo scritto un manuale di storia locale per la scuola primaria nella zona di Sassuolo con il progetto Ti racconto Sassuolo.