Trekking storici tra Resistenza e cooperazione

Tra il 2021 e il 2026, con la sponsorizzazione di Coop Alleanza 3.0, ho realizzato 12 trekking storici, in diversi comuni della provincia modenese. Con una facile passeggiata, nel giro di un paio di ore i partecipanti hanno potuto conoscere vicende locali legate al periodo della Resistenza, al tema della cooperazione, alla storia di genere, alle lotte per i diritti. Ho realizzato i trekking con percorsi per lo più urbani e ad anello, quasi sempre con partenza e ritorno presso il punto vendita.

I trekking sponsorizzati da Coop Alleanza 3.0 hanno interessato i comuni di Spilamberto, Fiorano, Castelvetro, Castelfranco, Nonantola, Castelnuovo Rangone, Carpi, Maranello, Vignola, Sassuolo e Modena. Tutti hanno avuto una buonissima partecipazione di pubblico.

Donne coraggiose: trekking storico a Fiorano Modenese

Il primo trekking sponsorizzato Coop si è tenuto l’8 maggio 2021: l’appuntamento era a Fiorano Modenese per il percorso storico Donne coraggiose. In 5 tappe, tutto nel centro abitato, siamo andati alla scoperta delle vicende di donne fioranesi che hanno vissuto attivamente momenti fondamentali del Novecento italiano.

Ho preso l’avvio dalle donne nel “mondo di una volta”. I passi successivi ci hanno condotto a conoscere l’impegno femminile negli anni della Seconda guerra mondiale. Abbiamo seguito storie di vita che ci hanno portato col racconto da Fiorano a Monte Sole e poi dal borgo del “Sasso” ai sentieri della Resistenza modenese. Siamo arrivati così al dopoguerra, un periodo di nuove sfide. La Liberazione ha aperto infatti una fase di emancipazione, che ha portato all’esercizio del diritto di voto. Cominciò però anche un “ritorno all’ordine, ben rappresentato da quanto accadde nel mondo del lavoro.

Uno scatto durante la narrazione storica di Paola Gemelli in piazza Menotti a Fiorano.

Il trekking storico Donne coraggiose è partito alle ore 15 da piazza Ciro Menotti e si è svolto su un percorso adatto a tutti e ad anello, con ritorno intorno alle ore 17. L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Fiorano Modenese, che ha proseguito così il programma d’iniziative per la Giornata internazionale della donna 2021.

Fame e lavoro: trekking nella Spilamberto tra il 1880 e il 1950

Il secondo trekking storico della serie si è tenuto domenica 13 giugno 2021. Nel corso dell’evento Fame e lavoro. Spilamberto 1880-1950, abbiamo camminato attraverso il centro storico di Spilamberto. Camminando, ho raccontato il paese tra il 1880 e il 1950. Abbiamo viaggiato nel tempo, per scoprire com’è cambiata la realtà del paese nel corso di quegli anni. Abbiamo scoperto storie di donne e uomini, costretti a fare i conti con la fatica delle campagne e con gli squilibri sociali.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Spilamberto aveva ancora gran parte delle mura. Mancavano, però, le fognature e in quasi tutte le case non c’era l’acqua corrente. La vita era dura: molte persone erano impiegate nell’agricoltura o trovavano lavori saltuari. Tante famiglie dovevano fare i conti con la precarietà dei guadagni, quindi avevano bisogno di sostenersi anche tra loro. Per questo, le vicende di Spilamberto s’intrecciano alla storia della cooperazione, che proprio in quegli anni muove i primi passi in molte parti d’Emilia.

Paola Gemelli durante una tappa narrativa del trekking storico a Spilamberto.

Lungo il percorso, ho raccontato alcune delle vicende che hanno segnato la storia di Spilamberto. Partendo dalla nascita della Società operaia di mutuo soccorso e delle prime organizzazioni dei lavoratori, determinate ad andare controcorrente per tutelare gli interessi degli “ultimi”, abbiamo scoperto la determinazione delle filandaie, che nel 1907 organizzarono uno sciopero per molti versi sensazionale. Ci siamo poi mossi attraverso le contraddizioni del fascismo, fino a parlare dello sforzo collettivo che ha portato alla ricostruzione del secondo dopoguerra.

Il trekking è partito alle ore 10 dal punto vendita COOP di Spilamberto, dove siamo tornati dopo circa 2 ore di camminata, incluse le 6 tappe narrative previste.

Una guerra quotidiana: trekking storico a Castelvetro di Modena

Domenica 10 ottobre 2021 ho avuto un nuovo appuntamento con la storia: si è trattato di un trekking a Castelvetro di ModenaUna guerra quotidiana. Fame e miserie: Castelvetro 1920-1945. Ancora grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0, abbiamo camminato tra le meravigliose colline lungo la riva destra del torrente Guerro e ho raccontato storie di vita quotidiana tra gli anni Venti e la fine della Seconda guerra mondiale.

Paola Gemelli guida il trekking storico sulle colline di Castelvetro.

Le mie narrazioni hanno fatto emergere le radici della fame e delle miserie che segnarono il “tempo di guerra”, rimaste indelebilmente impresse nelle memorie di molte persone. Alla base di queste difficoltà non c’erano soltanto i secolari squilibri della società rurale, ma anche le politiche adottate nei vent’anni che precedettero il secondo conflitto mondiale.
Abbiamo scoperto inoltre l’impatto della guerra sulla quotidianità dei civili. Fra il 1943 e il 1945, la popolazione di Castelvetro si è trovata infatti coinvolta in un conflitto totale, che costringeva spesso le persone a fare scelte drastiche e difficili. Che fare, ad esempio, di fronte alle richieste di cibo e di aiuto che provenivano dalle formazioni partigiane? Non era un interrogativo da affrontare “a cuor leggero”, poiché ogni decisione poteva portare a conseguenze pesanti. Raccontando questo contesto, ho messo in luce la difficoltà e l’importanza delle scelte di coloro che sostennero la Resistenza.

Il trekking è partito alle ore 9:30 dal punto vendita COOP di via Palona 4, a Castelvetro, dove siamo tornati dopo circa 2 ore e mezzo di camminata, incluse le 6 tappe narrative previste.

1920-1955: viaggio nella storia di Castelfranco

Domenica 21 novembre 2021, abbiamo viaggiato nella storia di Castelfranco Emilia muovendoci a piedi tra il 1920 e il 1955. Ho guidato il trekking urbano nelle vie del centro cittadino raccontando vicende locali che rivelano l’impegno dei castelfranchesi per la solidarietà e la fratellanza tra i popoli, la difesa della libertà, la lotta alle discriminazioni e la conquista dei diritti democratici.
L’evento, dal titolo Senza distinzione alcuna. Castelfranco per i diritti: 1920-1955, si è svolto in occasione della Giornata internazionale della tolleranza (16 novembre), per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione universale dei diritti umani (1948). Il ritrovo era fissato per le ore 14.30 alla Coop Le Magnolie, in via Loda, dove abbiamo fatto ritorno dopo un paio di ore.

Paola Gemelli durante una narrazione storica a Castelfranco.

Tra il 1920 e il 1955 la grande Storia è passata anche da Castelfranco. La cittadina ha vissuto intensamente le speranze di cambiamento che animarono l’inizio degli anni Venti, travolte però ben presto dallo squadrismo fascista. Negli anni del regime, Castelfranco condivise inoltre alcuni problemi che segnarono tutta l’Italia: tra essi spiccano la miseria e le ingiustizie di cui erano vittime le classi inferiori e le discriminazioni subite dalle donne nella società patriarcale. La cittadina presenta però anche una particolarità: per la sua posizione, ma anche a causa della presenza del carcere nel Forte Urbano, Castelfranco è stata un crocevia dove si sono incontrate le vite di molti: a partire dagli anni Trenta sono arrivati perseguitati politici e famiglie discriminate per il loro credo religioso, che hanno trovato nella società locale diverse persone determinate a reagire contro le ingiustizie.
Le battaglie per una società più giusta trovarono nei castelfranchesi terreno fertile e interessarono persone anche molto diverse tra loro, con continuità nel corso del tempo. Nel corso del trekking, ho raccontato alcune storie di vita e vicende che hanno mostrato come in quegli anni a Castelfranco siano rimasti vivi valori di umanità, che hanno portato a scelte solidali e a lotte per i diritti.

Nonantola ribelle 1922-1945: trekking storico

Nonantola è una terra che nel Novecento ha vissuto con partecipazione le lotte per la giustizia sociale. La storia locale è ricca di episodi che mettono in evidenza il desiderio di conquistare una libertà vera, effettiva. Anche gli “ultimi” sognavano di affrancarsi dalla povertà e dal bisogno, contestando chi invece voleva che tutto restasse com’era sempre stato.
Nelle campagne di Nonantola, il Novecento ha portato venti di cambiamento. Le idee rivoluzionarie del socialismo si sono diffuse presto tra i braccianti, tormentati dalla disoccupazione e stanchi di essere “contadini senza terra”. La Prima guerra mondiale complicò ulteriormente la vita dei più poveri, ma tra il 1919 e il 1920 molti lavoratori si sentirono vicini al momento del riscatto. A Nonantola diventò sindaco il socialista Giuseppe Cerchiari e nelle campagne si affermarono nuovi diritti. Molte persone si accorsero però ben presto che non era facile realizzare concretamente il progresso per tutti, specialmente quando si sente aria di crisi. Le attese erano grandi e i risultati non le soddisfarono, quindi a sinistra si diffusero il malcontento e la convinzione che si dovesse fare di più. Sul fronte opposto crebbe la paura che i contadini faccessero “come in Russia”, portando la rivoluzione alle estreme conseguenze. Così, crebbero i fascisti, che attaccarono con la violenza i socialisti.

Una narrazione storica con Paola Gemelli a Nonantola

Quello che accade dopo, tra il 1922 e il 1943, è storia nota: il fascismo prese il potere e consolidò la dittatura, ma a Nonantola qualcuno si ribellò, anche prima dell’8 settembre e dell’inizio della Resistenza. Per battersi contro le disuguaglianze, molte persone corsero il rischio di opporsi al fascismo. Dalle loro scelte, tra il 1943 e il 1945, derivò la Resistenza, che si allargò e prese forza nelle campagne della pianura.

Le storie di quegli anni così intensi e difficili formano un patrimonio che s’intreccia ai luoghi e alle persone che li hanno abitati. Proprio per questo, è stato importante raccontarle esplorando il territorio. L’ho fatto domenica 27 marzo 2022 nel trekking storico Nonantola ribelle 1922-1945. Siamo partiti alle ore 10 dal punto vendita Coop di piazza Ilaria Alpi. Il percorso si è sviluppato nel centro storico di Nonantola per una durata di circa due ore, comprese le soste per le narrazioni storiche da me condotte.

Guerra alla fame: trekking storico a Castelnuovo Rangone

Sabato 9 aprile 2022 ho guidato un trekking alla scoperta della vita quotidiana durante la Seconda guerra mondiale a Castelnuovo Rangone. Il trekking storico Guerra alla fame è partito alle ore 15 dal supermercato Coop di piazza Brodolini.

Narrazione storica con Paola Gemelli a Castelnuovo Rangone

La fame, insieme alla paura dei bombardamenti, è uno dei ricordi che accomuna tutti coloro che hanno fatto esperienza dell’ultima guerra sul territorio italiano. Quando la sopravvivenza è in pericolo, spesso ci si ingegna come si può, ciascuno per sé. Ma la collaborazione tra le persone può risultare decisiva, ancora di più se con la piaga della fame la si vuole far finita una volta per tutte. Così ci fu chi si approfittò della situazione, chi non si fece scrupoli a discapito altrui, ma anche chi si organizzò per superare quel momento creando movimenti di massa che si mossero in una doppia direzione: l’aiuto alla popolazione e il sostegno alla Resistenza.

Anche i partigiani, naturalmente, si organizzarono per affrontare le difficoltà della fame, cercando la collaborazione della popolazione. Per accattivarsi i favori dei contadini, le formazioni della Resistenza si opposero alle requisizioni naziste e fasciste dei raccolti e del bestiame. Quando gli organizzatori della Resistenza scoprivano che alcune bande prelevavano cibo con la violenza o senza rilasciare ricevute, prendevano provvedimenti molto drastici: la lotta partigiana si nutriva anche della fiducia della comunità contadine, che non poteva essere tradita.

Carpi resiste: trekking storico dall’antifascismo alla Liberazione

Sabato 23 aprile 2022 abbiamo viaggiato nella storia di Carpi: camminando nelle vie del centro storico ho raccontato gli anni tra il 1940 e il 1945, per scoprire e ricordare come la città reagì al fascismo e all’occupazione nazista. L’iniziativa si è tenuta in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione.

La Resistenza è una pagina importante nella storia di Carpi e affonda le radici nei sentimenti antifascisti, molto diffusi nelle campagne della pianura. La dittatura di Mussolini non cancellò le idee socialiste e non riuscì ad estirpare le reti clandestine del Partito comunista d’Italia. Anche tra i cattolici, sotto traccia, restò vivo un pensiero che contestava le violenze del regime e la diffusione del razzismo, indissolubilmente legato all’ideologia fascista.
Quando l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale al fianco della Germania, maturarono le condizioni affinché il dissenso si facesse largo nella società. Le partenze dei soldati, la fame e gli stenti della vita quotidiana indussero molte persone a prendere le distanze dal fascismo. Nell’estate del 1943, lo sbarco delle forze anglo-americane in Sicilia segnò un punto di svolta: il 25 luglio Mussolini venne sfiduciato e la dittatura fascista crollò. Carpi espresse fin da subito una grande gioia per la fine del regime, chiedendo a gran voce la pace.
Gli eventi assunsero tuttavia una piega diversa. Nella sera dell’8 settembre, dopo l’annuncio dell’armistizio con gli anglo-americani, le truppe tedesche occuparono l’Italia centro-settentrionale. Arrivarono anche a Carpi, dove presero il controllo del territorio e si misero sulle tracce dei militari italiani sbandati, che però trovarono aiuto e sostegno nella popolazione. Cominciò così, mediante la solidarietà spontanea delle donne e delle famiglie contadine, un periodo di Resistenza, che assunse tante forme diverse.

A Carpi con Paola Gemelli per un trekking storico dedicato alla Resistenza.

Tra l’autunno e l’inverno del 1943, gli antifascisti di Carpi si mobilitarono per organizzare la lotta contro l’occupazione nazista. Proprio in quei mesi, i fascisti della Repubblica sociale italiana cominciarono a chiamare alle armi i giovani in età di leva, per sostenere in vari modi la guerra tedesca. Molti ragazzi non si presentarono, scegliendo di opporsi al nazismo e al fascismo: vivendo in clandestinità, presero contatto con l’organizzazione della Resistenza e diventarono partigiani.

La lotta di Liberazione si espandeva, ma aveva bisogno di muoversi in un ambiente favorevole. Anche per questo, fin dall’inizio, gli organizzatori della Resistenza cercarono di stabilire un legame forte con la popolazione contadina delle campagne. Gli antifascisti convinsero i lavoratori della terra che battersi contro i tedeschi e i fascisti significava contrastare anche il peso dei “padroni”, che avevano sfruttato la dittatura per imporre condizioni di lavoro e di affitto sempre più dure. In tutta la pianura, dove mancavano nascondigli naturali, l’appoggio delle famiglie contadine si rivelò ben presto decisivo per la salvezza dei partigiani e per il successo della Resistenza.

La partenza del trekking urbano era fissata alle ore 15 in piazza Martiri, davanti al teatro. La passeggiata, compresi i momenti di sosta con narrazioni storiche, è durata circa due ore e ha avuto la collaborazione di Anpi.

Maranello libera: trekking storico

Sabato 15 aprile 2023 ho camminato nella storia di Maranello: nel trekking urbano Maranello libera ho raccontato alcune vicende della Resistenza e della Seconda guerra mondiale nel contesto locale. Il percorso si è svolto interamente nel centro urbano, facendo tappa in alcuni luoghi particolarmente significativi per gli sviluppi della lotta partigiana e della vita quotidiana al tempo del conflitto.

Maranello è uno snodo tra la pianura e le prime balze dell’Appennino modenese. Tra il 1943 e il 1945 quella posizione, da sempre favorevole per l’agricoltura, divenne un motivo di preoccupazione. Lungo la via Giardini passavano, infatti, “traffici” di vario genere: i militari tedeschi si dirigevano verso le linee del fronte e i rifornitori della Resistenza provavano a raggiungere le loro formazioni. C’erano, però, anche tante persone che non avrebbero mai creduto di trovarsi a Maranello, ma vennero travolte dalla guerra e furono costrette a cercare una nuova casa. Erano profughi, quasi tutti anziani e donne con bambini. Alcuni si fermarono, altri erano solo di passaggio e vennero assistiti nell’ex casa del fascio, ora Auditorium Enzo Ferrari.

Una tappa del trekking storico a Maranello con Paola Gemelli.

Il trekking urbano è partito alle ore 15 presso il punto vendita Amici di Casa Coop, in via Zozi. La passeggiata, compresi i momenti di sosta con le narrazioni storiche, è durata circa due ore. L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Maranello e della Sezione Anpi di Maranello.

Il cammino della libertà: trekking storico a Vignola

Domenica 7 maggio 2023 ho raccontato storie di Resistenza a Vignola nel trekking Il cammino della libertà. Le mie narrazioni hanno messo in luce vicende e protagonisti del movimento partigiano nel territorio vignolese fino ai fatti tra il 21 e il 23 aprile 1945, che portarono alla Liberazione della città e della valle del Panaro.

Abbiamo camminato nelle campagne delle “Basse”, facendo tappa in alcuni luoghi che hanno visto nascere la Resistenza. Là dove oggi prosperano i ciliegi, nel “tempo di guerra” s’infittivano i passi clandestini di tante persone. Non c’erano solo i giovani che non avevano risposto alla chiamata militare fascista, costretti a nascondersi perché condannati a morte. C’erano anche tante mani “contadine”, tese verso di loro e pronte a opporsi ad atti ritenuti ingiusti.

Paola Gemelli in una tappa del trekking storico a Vignola.

Lungo il percorso abbiamo scoperto che la memoria ha lasciato segni fisici nelle località Botteghino e Brodano. Dietro quei ricordi ci sono storie di forte impegno personale, spezzate in modo beffardo a un passo dal traguardo tanto sognato. Perché una guerra è una tragedia e farla finire non è mai facile, neanche quando il destino sembra già scritto.

Il trekking è partito alle ore 9:30 presso il punto vendita Coop “I ciliegi”, in via di Mezzo 142. La camminata, compresi i momenti di sosta con le narrazioni storiche, è durata circa 2 ore e 30 minuti. L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Vignola, dell’Unione Terre di Castelli e della Sezione Anpi di Vignola.

Castelfranco resiste: trekking storico

Sabato 29 aprile 2023 a Castelfranco Emilia è stato un nuovo pomeriggio in cammino nella storia. Nel trekking urbano Castelfranco resiste, ho raccontato alcune vicende locali della lotta di Liberazione. Le narrazioni hanno fatto emergere le caratteristiche particolari della Resistenza locale e messo in luce l’impatto della violenza nazista e fascista.

Paola Gemelli conduce il trekking storico a Castelfranco Emilia.

Lungo il percorso abbiamo scoperto come la comunità locale si oppose al nazismo e al fascismo. Vivendo in un territorio fondamentale per la produzione alimentare, le donne e gli uomini di Castelfranco cercarono di non innescare scontri armati. La tranquillità della zona era, infatti, fondamentale per mantenere aperte maggiori possibilità di spostamento. Se i tedeschi e i fascisti si fossero concentrati in forze, sarebbe infatti diventato impossibile trasferire il cibo e gli aiuti ai partigiani della montagna.
A 78 anni dalla Liberazione abbiamo riflettuto infine su come fu possibile voltare pagina, chiudendo la drammatica esperienza di un conflitto che aveva colpito e coinvolto un numero di persone senza precedenti. Come fare i conti col fascismo? Come rilanciare un Paese segnato dalla violenza e dalle disuguaglianze? Come evitare lo scoppio di una nuova guerra, quando tante persone sono abituate al conflitto armato?

Queste e altre domande ci hanno accompagnato lungo il percorso del trekking storico Castelfranco resiste.
Il trekking urbano è partito alle ore 15 presso il punto vendita Coop “Le Magnolie”. La passeggiata, compresi i momenti di sosta con le narrazioni storiche, ha avuto una durata di circa due ore.

Sassuolo 1943-1945: trekking storico

Sabato 24 maggio 2025 ho accompagnato il pubblico nel trekking storico Sassuolo 1943-1945, una passeggiata urbana tra i quartieri Braida e Quattroponti. I partecipanti hanno potuto scoprire vicende locali della Resistenza e della Seconda guerra mondiale, fino alla ricostruzione successiva al conflitto.

Quelle zone di Sassuolo, nel 1943, sono in gran parte terre coltivate. I campi sono interrotti da piccoli centri abitati, dalle case coloniche sparse, dalla ferrovia per Modena e da alcune strade. Sembra un’area periferica come tante altre, nell’Italia rurale di inizio Novecento. Eppure, ci sono alcuni elementi che rendono possibili alcuni sviluppi particolari e specifici della lotta di Liberazione. Nell’edificio del Collegio San Carlo, ad esempio, sono rinchiusi prigionieri speciali, che attirano le attenzioni della Resistenza modenese. E le case di alcuni contadini diventano spazi di azione civile, dove prendono forma e si dispiegano scelte di coraggio. Anche le vie di comunicazione assumono una nuova importanza. I tedeschi e i fascisti cercano di controllarle per presidiare il territorio e alimentare le truppe al fronte. I partigiani fanno il possibile per interromperle e per non cadere nelle trappole dei posti di blocco.

La partenza del trekking storico con Paola Gemelli dal nuovo punto vendita di Sassuolo.

Tutto questo è stato oggetto delle narrazioni storiche che hanno accompagnato il pubblico dalle 15.30, partendo dalla nuova Ipercoop di Sassuolo, in via Pierangelo Bertoli 15. La passeggiata, compresi i momenti di sosta con le narrazioni storiche, è durata circa 2 ore e 30 minuti.

Fame e lavoro: trekking urbano sulla storia della cooperazione a Modena

Sabato 14 giugno 2025 e venerdì 12 giugno 2026 siamo partiti dal nuovo punto vendita Coop in Corso Canalchiaro 153 per il trekking urbano Fame e lavoro. Storie di cooperazione a Modena. Durante la passeggiata ho accompagnato i partecipanti lungo le strade e nelle piazze del centro storico per far loro scoprire quale ruolo ha avuto il movimento cooperativo a Modena tra l’Ottocento e il Novecento. E’ stato un piccolo viaggio nella vita quotidiana delle persone che, per vivere, dovevano lavorare e farsi reciprocamente forza. Quali problemi dovevano affrontare? Quali soluzioni hanno trovato? E come si è sviluppata la storia della cooperazione a Modena?

Paola Gemelli nel corso del trekking storico modenese del 2026.

Il trekking ha preso le mosse dalle organizzazioni che, ancora nel XIX secolo, furono la culla storica del movimento cooperativo italiano, per poi svelare come le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto nascere il modello cooperativo e quali forme gli hanno dato nel corso dei decenni. Sono vicende poco note, ma la storia della cooperazione a Modena è un tassello importante per capire l’evoluzione della città. Ho concluso arrivando al secondo dopoguerra, quando il modello cooperativo rappresentò una prospettiva di rinascita colta da molti.

Il trekking storico del 2025 è partito alle ore 9.30, mentre per quello del 2026 l’appuntamento era alle ore 18. Se nel primo caso abbiamo festeggiato l’inaugurazione del nuovo punto vendita, nella replica successiva si è trattato di celebrarne il primo compleanno. In entrambi i casi il percorso ha avuto una durata di 1 ora e mezza circa.

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