La formula del trekking storico ben si presta per la Giornata internazionale della donna (8 marzo): seguire i passi delle donne nella storia può accrescere le conoscenze di chi partecipa relativamente alla storia di genere. Aumentare la propria consapevolezza della storia che ci precede, ci aiuta a vivere con maggiore lucidità il nostro presente e, forse, a immaginare il nostro futuro.
Negli anni ho condotto diverse narrazioni itineranti in occasione dell’8 marzo. Ne riporto qui sotto alcune, rimandando ai trekking storico-letterari per altri eventi organizzati in concomitanza con la Giornata internazionale della donna.
2022: roba da donne a Spilamberto
Quante volte avete sentito dire “è roba da donne”? Sicuramente più di una volta e spesso con toni dispregiativi o, almeno, sminuenti. Prendendo le distanze. Roba da donne per molti è: piangere, pulire, stirare, passare il tempo ad abbellirsi… e via di luoghi comuni!
La realtà però è diversa: quando proviamo a ricostruire il passato, per conoscere meglio la nostra storia, ce ne rendiamo conto velocemente. L’ho raccontato domenica 13 marzo 2022 a Spilamberto!
Indagando la storia di Spilamberto, è possibile scoprire storie di donne che nel corso del Novecento hanno lottato per i loro diritti in fabbrica e nei campi. Per i loro e anche per quelli degli uomini! Storie di donne che, nel periodo più difficile della Seconda Guerra Mondiale, hanno difeso se stesse – ma anche la popolazione più in generale – dalla strategia del terrore messa in atto da nazisti e fascisti. Davvero? È roba da donne questa? Lo è, probabilmente più di quel che pensate o conoscete.

Perché le storie delle donne molto spesso rimangono in ombra o vengono raccontate solo quelle di poche figure straordinarie. Proprio così: stra-ordinarie, fuori dall’ordinario, quasi una rarità, da guardare con meraviglia e sospetto. La verità è che sono tantissime le donne che si sono occupate di cose “poco da donne”, che hanno varcato la soglia di casa per comparire sulla scena pubblica, che si sono fatte sentire, che hanno provato a cambiare le cose, per vivere in un mondo più giusto e per il bene di tutti. Solo che ne è rimasta poca traccia. Molte non si sono raccontate, sono rimaste dietro le quinte, non hanno voluto riconoscimenti, hanno sminuito ciò che avevano fatto, a volte se ne sono addirittura vergognate. Altre sono state oscurate da presenze ingombranti, maschili, che hanno preso tutta la scena per sé. La società non era (e non lo è nemmeno ora) pronta per riconoscere che le “robe da donna” sono molte più di quel che comunemente si pensa. E che anche quelle che si definiscono “solo” robe da donna hanno la loro importanza, eccome!

Per chi fa il mestiere di ricostruire la storia, come me- Paola Gemelli – andare a scovare ora tutte queste storie di donne è un’impresa. A volte si seguono fili sottilissimi, si deve saper cogliere piccoli segnali e si deve sicuramente anche cambiare la propria prospettiva.
Ci ho provato a Spilamberto con un trekking urbano dal titolo Liberia e le altre. Ho raccontato le storie di alcune donne e abbiamo cercato insieme anche di vedere, dietro di loro, la muta e troppo spesso invisibile presenza di tante altre.
Sono partita alle ore 15 nel piazzale di Via Santa Maria di fronte all’entrata della biblioteca. Dopo la tappa finale davanti alla Rocca Rangoni, alcuni attori e attrici dell’Associazione Il Teatro di Comunità hanno interpretato storie di grandi donne dal mondo. La durata della passeggiata era di 2 ore circa, tappe comprese. L’evento era organizzato insieme al servizio biblioteca del Comune di Spilamberto.

2024: Elvira e le altre a Soliera
Sabato 2 marzo 2024 ho camminato sui passi delle donne a Soliera. Tappa dopo tappa, attraverso episodi e storie di vita locali, ho raccontato le scelte delle donne che, trovandosi a vivere l’esperienza della Seconda guerra mondiale, ne fecero uno strumento di emancipazione dai ruoli tradizionali femminili, fino alla conquista del diritto di voto. Per questa nuova passeggiata ho scelto una data vicina all’8 marzo perché proprio l’8 marzo 1945 le donne italiane ricominciarono a festeggiare la Giornata internazionale della donna, dopo la ventennale censura fascista. Quel giorno celebrarono il suffragio femminile ottenuto poche settimane prima.

Le donne di Soliera furono protagoniste di momenti cruciali della lotta partigiana, ma si attivarono anche a favore della popolazione, per la difesa della vita. Camminando, abbiamo “incontrato” qualcuna di loro e rievocato le loro parole, il loro vissuto, le loro paure e i loro sogni. Un momento speciale è stato dato dall’omaggio a Elvira Vezzali, che avevo scelto di ricordare anche nel titolo del mio evento: Elvira e le altre. Chi è sempre passato davanti al suo cippo senza sapere nulla di lei, ha potuto rimediare a quella lacuna!

L’esperienza della Resistenza – armata o, più spesso, civile – mutò la percezione che le donne avevano di se stesse, ma soprattutto non rese più possibile continuare a negare la piena cittadinanza a chi aveva dimostrato di saper lottare, al pari degli uomini, per la libertà del Paese. Ripensare alle conquiste del passato può darci nuovo slancio in preparazione alla Giornata internazionale della donna, ricorrenza che ci aiuta a ricordarci che se una piena parità non è ancora stata raggiunta, è stata però percorsa tanta strada. Almeno io – io sono Paola Gemelli – la penso così.
La partecipazione al trekking storico richiedeva una quota di iscrizione (10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi sotto i 12 anni, gratuito per bambine e bambini sotto i 6 anni). La passeggiata con narrazione storica si è sviluppata in un percorso a tappe nel centro urbano del paese: abbiamo percorso un anello di circa 2 km con partenza da piazza Lusvardi alle ore 15. La passeggiata storica è durata circa 2 ore, comprese le soste narrative.

2024: viva la donna a Modena
Sabato 9 marzo 2024, nel pomeriggio, ho incontrato il mio pubblico al parco Amendola di Modena per il trekking urbano Viva la donna. Nel fine settimana dell’8 marzo, sono stata davvero felice di portare ancora una volta il mio contributo storico, perché la Giornata internazionale della donna diventi sempre più un’occasione per maturare una nuova consapevolezza sull’importanza delle lotte per i diritti. Conoscere le conquiste del passato, tenendo presenti anche i loro limiti, è utile per rilanciare l’impegno nel presente e in vista del futuro.

Nel corso del trekking, ho raccontato il contrastato percorso di emancipazione delle donne modenesi e italiane tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta. Le narrazioni hanno scandito alcune tappe fondamentali di un processo storico ancora aperto. I primi passi del cammino ci hanno riportato nell’atmosfera della Resistenza, quando tutto era ancora da conquistare. Abbiamo esplorato, poi, diversi aspetti del protagonismo femminile nel secondo dopoguerra, un’epoca di entusiasmi e di speranze, ma anche di riflussi nel privato.
Procedendo verso gli anni Settanta, ci siamo imbattuti anche in temi di lungo periodo, che continuano a riguardarci anche oggi: ad esempio, le sfide del lavoro e le violenze contro le donne. Questioni mai completamente risolte, nelle quali si nota con chiarezza l’impronta di una società patriarcale. Osservarle in una prospettiva storica aiuta a comprenderle meglio, per affrontarle con una maggiore consapevolezza.

La partenza del trekking era fissata alle ore 15 dal chiosco del Loving Amendola, all’interno del Parco Amendola. Abbiamo fatto un percorso urbano della durata di due ore, comprese le soste narrative. Al termine del cammino era previsto il ritorno al chiosco del Loving Amendola. La partecipazione all’evento era gratuita e non era necessario prenotare. L’evento è organizzato da Loving Amendola, con il patrocinio del Comune di Modena e del Consiglio del Quartiere 3.
