In occasione della Festa della Repubblica, dal 2017 ho realizzato diversi trekking storici in provincia di Modena, raccontando quell’anno così importante per la storia del nostro Paese: il 1946. Ho proposto le mie narrazioni storiche itineranti a Modena, Savignano sul Panaro e Castelfranco Emilia.
Le date del calendario civile rischiano di essere percepite come momenti celebrativi dovuti, ma vuoti di senso: un ripasso delle vicende che ci hanno portato ad alcune date storiche aiuta a rivitalizzare e dare valore alle manifestazioni istituzionali.
2017: il 2 giugno a Modena dalla Monarchia alla Repubblica
1946: la mattina del 2 giugno a Modena il cielo è grigiastro. Fin dalle 6 la folla si è andata accalcando davanti alle sezioni. In città e nel resto d’Italia è il giorno del referendum istituzionale. A livello nazionale, è la prima volta che votano anche le donne. Monarchia o Repubblica? “Chi ha vinto” lo sappiamo tutti, ma cosa sono per i modenesi quegli anni sospesi tra la tragedia della seconda Guerra mondiale e i primi passi della ricostruzione? Come si vive in una città di case e fabbriche ridotte in macerie? Chi ci vive? Chi torna al lavoro? E quale lavoro, poi? I pochi posti disponibili… per chi sono? Fascisti, partigiani, vedove di guerra, giovani? E gli operai sindacalizzati? Le donne con figli? Quali parole e quali soluzioni possono trovare le prime amministratrici e i primi amministratori eletti dal popolo, dopo 20 anni di dittatura?

Ho provato a rispondere a queste domande proprio durante la mattinata del 2 giugno, camminando nella società modenese attraverso i luoghi del lavoro e della partecipazione femminile. Siamo partiti alle 10.00 da piazza Dante Alighieri, davanti alla stazione ferroviaria, lì dove tra il 1946 e il 1947 arrivavano a Modena i “treni della felicità” carichi dei figli della guerra. Abbiamo poi attraversato il viale della Manifattura tabacchi e le tante facce della disoccupazione e della discriminazione. Le tappe successive ci hanno permesso di incontrare docenti impegnate a insegnare la democrazia e allieve desiderose di imparare come si esce dal bisogno. Siamo arrivati così davanti al Palazzo Comunale, in piazza Grande. Lì abbiamo scoperto che nel dopoguerra la vita cittadina non si amministrava tanto negli uffici quanto tra la gente, nei bar, lungo via Emilia, parlando con i cittadini, magari in dialetto.

La camminata è stata animata con narrazioni storiche da me (io sono Paola Gemelli, storica di mestiere) e da Paola Bigini, con letture da Nicola Bortolotti e Diana Manea del progetto Un bel dì saremo per ERT – Fondazione Emilia Romagna Teatro.
L’appuntamento del 2 giugno 2017 a Modena rientrava nel progetto #cittadine. I segni nella comunità e sulla città promosso con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e il patrocinio del Comune di Modena. L’evento era gratuito.
2023: trekking storico a Savignano sul Panaro
Venerdì 2 giugno 2023, Festa della Repubblica, ho accompagnato il mio pubblico alla scoperta di Savignano nel 1946. L’ho fatto camminando tra il suggestivo borgo antico di Savignano e la sede municipale a Doccia (luogo di arrivo): il percorso a tappe ha permesso di conoscere come Savignano sul Panaro ha affrontato le difficoltà dell’immediato secondo dopoguerra per arrivare alla nascita della Repubblica, sancita dal partecipatissimo referendum del 2 giugno 1946 (quasi il 96% di affluenza tra i residenti del Comune).

Le mie narrazioni storiche (io sono Paola Gemelli) hanno fatto emergere, ad esempio, gli sforzi fatti per superare i lutti lasciati dal conflitto mondiale, ma anche quelli per ricostruire il Paese in senso materiale e in senso democratico, senza dimenticare l’importante attività di assistenza delle persone più deboli, compresa l’accoglienza di bambini provenienti da altre zone.
Il secondo dopoguerra è un periodo difficile della nostra storia, ma è anche un’epoca ricca di slanci e fermenti: se da un lato non è facile chiudere i conti col passato, dall’altro la libertà ritrovata permette di sognare un futuro migliore, improntato a maggiore giustizia e solidarietà. Raccontarlo in un luogo tanto piacevole, e proprio nel giorno della ricorrenza del 2 giugno, ci ha aiutato a capire meglio il senso di quei mesi colmi di promesse e speranze, da cui scaturiscono sia la nostra Repubblica sia l’assemblea che riunì madri e padri costituenti nello sforzo della legge fondamentale dello Stato.

La camminata è partita alle ore 17 dalla piazzetta della Pace, accanto al parcheggio del cimitero di Savignano, e ha interessato il borgo antico per poi scendere verso il Municipio. L’evento, comprese le soste narrative, è durato 2 ore circa. L’iniziativa era aperta a tutte e tutti, senza obbligo di prenotazione, ed era gratuita grazie al sostegno del Comune di Savignano sul Panaro.

2024, doppio appuntamento: a Savignano e a Modena
Sabato 1° giugno 2024 ho dato appuntamento al mio pubblico a Savignano sul Panaro per un nuovo trekking storico. Dopo il grande successo del 2023, ho scovato tra gli archivi nuove vicende ed ero pronta a riportarle nei luoghi in cui accaddero poco meno di 80 anni prima. Il trekking Savignano 1946. Un paese verso la Repubblica è stato il mio modo di dare significato alla ricorrenza del 2 giugno, che condensa diversi aspetti significativi del Novecento italiano.
Le narrazioni storiche da me realizzate (io sono Paola Gemelli) hanno fatto riemergere gli entusiasmi e le contraddizioni del secondo dopoguerra. Alla fine del conflitto, molte persone vivono situazioni ambivalenti: la gioia per la conquista della pace e di nuovi diritti si affianca alle incertezze per il futuro e al timore di un rapido “ritorno all’ordine”. Donne e uomini cominciano a chiedersi se le scampanate della Liberazione abbiano fatto scoccare un’epoca nuova o siano state soltanto un’illusione…

Mentre i mesi trascorrono nel susseguirsi delle difficoltà materiali, le speranze del 1945 sono avvolte dai dubbi. Eppure, le esperienze del passato aiutano a non smarrire la determinazione ad agire per realizzare il cambiamento. Anche per questo, donne e uomini continuano a incontrarsi, a discutere e a organizzare piani per il futuro. E anche per questo, il 2 giugno 1946, la Repubblica esce vincitrice dal referendum istituzionale.
La camminata è partita sabato 1° giugno alle ore 17 dalla piazza della Pace, accanto al parcheggio del cimitero di Savignano. Ci siamo mossi tra il borgo antico, l’abitato di Doccia e il parco fluviale, concludendo con l’ultima narrazione storica davanti al municipio. L’evento è durato 2 ore circa, comprese le soste narrative. L’iniziativa era aperta a tutte e tutti e gratuita grazie al sostegno del Comune di Savignano sul Panaro.

Martedì 11 giugno 2024, invece, sono partita per un viaggio nella Modena del 1946: camminando tra i quartieri San Faustino e Buon Pastore, ho raccontato vicende della ricostruzione materiale e democratica che interessarono quella specifica zona della città, inserendole nella dimensione nazionale. Ma perché il trekking storico si è tenuto l’11 giugno, in una data di qualche giorno successiva alla Festa della Repubblica che si celebra il 2 giugno?
Il 2 giugno 1946 a Modena, come nel resto d’Italia, le cittadine e i cittadini furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Il 5 giugno, il Ministro dell’Interno Giuseppe Romita annunciò i risultati provvisori, ma solo il 10 giugno la Corte di Cassazione lesse i risultati definitivi. Finalmente, l’11 giugno a Modena fu organizzata una manifestazione di giubilo per la proclamazione della Repubblica italiana, indetta dai partiti politici che avevano sostenuto la scelta repubblicana.
Una folla si ammassò in piazza Grande con cartelli e bandiere. Nell’occasione parlarono rappresentanti di tutte le formazioni politiche, ma anche il Prefetto e il segretario della Camera del lavoro. Il sindaco Corassori, chiudendo la manifestazione, lesse un ordine del giorno con l’augurio “che il popolo sappia mantenersi sempre unito e compatto nella difesa della giovane repubblica, affinché essa possa diventare viva, libera ed eterna”.

Si celebrò così a Modena la vittoria della Repubblica, che in città era stata scelta da oltre il 70% delle persone, molto più della media nazionale che si fermò poco oltre il 54%. Ma come i modenesi in quel 1946 interpretavano la nuova Italia che si stava realizzando? Quali speranze e quali timori accompagnarono il passaggio dalla monarchia al nuovo assetto istituzionale?
La partenza e il ritorno del trekking storico erano previsti al Parco Amendola, con ritrovo fissato presso il chiosco del parco alle ore 19. L’evento è durato un paio d’ore con partecipazione libera e gratuita, senza necessità di prenotazione. L’organizzazione si deve a Loving Amendola e Modena Terzo Mondo, con il sostegno della Fondazione di Modena e il patrocinio del Quartiere 3.

2025: Savignano e le radici della Repubblica
Lunedì 2 giugno 2025 ho nuovamente incontrato il mio pubblico a Savignano sul Panaro, questa volta per il trekking storico Savignano e le radici della Repubblica. Dopo le belle esperienze degli anni passati, sono tornata a camminare tra le colline savignanesi per mettere in luce i legami tra la Resistenza e la rinascita del secondo dopoguerra.
Le narrazioni storiche hanno preso le mosse dalla Seconda guerra mondiale per far riemergere le esperienze vissute dalla comunità locale in un periodo tragico e decisivo per il Novecento europeo. Dopo l’8 settembre 1943, gli ideali antifascisti alimentano atti di opposizione all’occupazione nazista e alla Repubblica sociale italiana. Anche la stanchezza della guerra contribuisce ad allontanare le persone dall’obbedienza al fascismo. Si formano, così, le basi della lotta di Liberazione, che si propone di costruire un Paese nuovo a partire dalle macerie (materiali e morali) del conflitto.

A Savignano, come in tutta l’Emilia, la Resistenza non è solo lotta armata, ma anche uno slancio di solidarietà nei confronti di chi – per motivi diversi – si trova in difficoltà o in pericolo. Conoscendo una serie di microstorie locali, scoprirai l’importanza delle scelte personali e della solidarietà comunitaria. L’impegno individuale e la partecipazione collettiva non animano soltanto la Resistenza, ma anche la ricostruzione postbellica.
Nella primavera 1945 si apre una stagione complessa e al tempo stesso esaltante, culminata il 2 giugno 1946 con il referendum istituzionale e nelle elezioni dell’Assemblea costituente. Camminando insieme a me, i partecipanti hanno scoperto l’impegno delle istituzioni locali, i problemi del lavoro e la partecipazione di massa alla gestione del bene pubblico.

Il trekking è partito lunedì 2 giugno alle ore 17 dal parco delle Cernitrici, nella frazione di Mulino, in via Natalino Marchi. Abbiamo camminato tra Mulino e le colline di via Monticelli, concludendo il percorso con il ritorno al punto di partenza. L’evento è durato 2 ore circa, comprese le soste narrative.
L’iniziativa era aperta a tutte e tutti, senza l’obbligo della prenotazione, e gratuita grazie al sostegno del Comune di Savignano sul Panaro.
2026: la Festa della Repubblica a Castelfranco Emilia
Martedì 2 giugno 2026 ho dato appuntamento al mio pubblico alle ore 9.30 a Castelfranco Emilia nel parcheggio della polisportiva “La Stalla”. Da lì siamo partiti per un trekking urbano con narrazioni storiche che mi ha permesso di accompagnare i partecipanti alla scoperta delle vicende che portarono al 2 giugno 1946 – data fondativa per il nostro Paese – con focus sull’inedito protagonismo delle donne italiane e di quelle di Castelfranco in particolare.

Il trekking ha preso le mosse dal ruolo rigido che il regime fascista affidava alle donne, per poi addentrarsi nelle vie e nelle piazze del centro storico, esplorando l’impegno resistenziale delle castelfranchesi e il loro contributo alla Liberazione del paese. Le ultime tappe sono state invece dedicate all’impegno di quante, singolarmente o nell’ambito dell’associazionismo, si adoperarono nel dopoguerra per la ricostruzione morale e materiale del Paese e della città di Castelfranco, collaborando con le istituzioni e valorizzando principi di solidarietà, unità, umanità… fino al 2 giugno. Ho concluso con un approfondimento su quella giornata storica. Il trekking storico, della durata di due ore, si è chiuso in centro storico. La partecipazione era gratuita, in quanto l’evento è stato sostenuto dal Comune di Castelfranco Emilia in occasione della Festa della Repubblica.
