Negli anni sono tornata tante volte a Spilamberto, in particolare per raccontare la Seconda guerra mondiale e la Resistenza, armata e civile. Ho guidato trekking con narrazioni storiche, messo in scena narrazioni spettacolo, parlato in occasione di talk… Qui sotto il resoconto di due trekking storici tenuti in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile: il primo ha interessato il capoluogo, il secondo la frazione di San Vito.
2023: R-Esistenze a Spilamberto
Sabato 22 aprile 2023 a Spilamberto ho guidato un trekking storico alla scoperta di donne e uomini che si opposero all’occupazione nazi-fascista. Tra il 1943 e il 1945 furono infatti molte le persone che, in tanti modi diversi, fecero qualcosa per porre fine a un’epoca di guerre e di ingiustizie. Lungo il percorso, come storica, ho raccontato le vicende di alcune e alcuni di loro, spilambertesi, mettendo in luce la dimensione umana e collettiva della lotta partigiana. Per questo trekking storico avevo ideato il titolo R-Esistenze a Spilamberto proprio per questo strettissimo legame tra le esistenze delle singole persone e le tante sfumature della Resistenza. La passeggiata è stata arricchita da letture attoriali di Roberta Righi, mentre io – io sono Paola Gemelli – ho tenuto il filo della narrazione storica.

Il ritrovo per la partenza era previsto alle ore 15 sotto al Torrione medievale, in via Umberto I. Il trekking storico si è sviluppato tra il borgo di Spilamberto, il parco della Rocca Rangoni e il Percorso Natura del fiume Panaro. Il percorso ci ha impegnato circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche. Una delle tappe si è tenuta in piazza Caduti Libertà, presso la sagoma che era stata inaugurata giovedì 20 aprile nell’ambito del percorso Spilamberto libera, al quale ho contribuito con il mio lavoro di ricercatrice e divulgatrice storica.

La partecipazione era libera e gratuita grazie al sostegno della sezione ANPI di Spilamberto. L’evento era inserito nel programma delle celebrazioni del Comune di Spilamberto per la Festa della Liberazione.
I racconti di questo trekking hanno permesso ai partecipanti di scoprire che la Resistenza è un fenomeno storico dai tanti colori e dalle innumerevoli sfumature. A Spilamberto e nella provincia di Modena, dove la lotta partigiana coinvolse in modi diversi parecchie persone, questo “arcobaleno” si mostrò con particolare chiarezza. Fin dai primi giorni dell’occupazione nazista e della Repubblica sociale italiana, infatti, si animarono le energie clandestine dell’opposizione. Vecchi marxisti e giovani cattolici, donne sottomesse dal maschilismo del regime e impiegati delusi dalla corruzione, lavoratori sottopagati e contadini sfruttati si ritrovarono uniti dalla voglia di cambiare.

A 78 anni esatti dalla Liberazione di Spilamberto ho raccontato le loro storie, seguendo l’intreccio tra le vicende individuali e i movimenti collettivi. E’ stato un modo per capire più profondamente il senso delle loro scelte, fondamentali per la conquista di un futuro diverso.

2024: i ribelli di San Vito in un trekking storico
Sabato 20 aprile 2024 ho proposto un nuovo pomeriggio in cammino con il trekking storico I ribelli di San Vito. Siamo andati alla scoperta di ciò che accadde tra l’autunno del 1943 e il 22 aprile 1945 a San Vito, la frazione di Spilamberto che venne giustamente definita “l’isola dei ribelli”. Furono infatti molte le persone e le famiglie del luogo che, dopo avere coltivato a lungo l’antifascismo in clandestinità, portarono contributi fondamentali alla lotta di Liberazione nel modenese.
Lungo il percorso, ho raccontato alcune delle principali vicende avvenute a San Vito nei venti mesi della Resistenza. Le narrazioni hanno proposto risposte ad alcune domande e curiosità: perché l’organizzazione partigiana scelse proprio San Vito? In che modo le persone non combattenti contribuirono alla Liberazione? Quali segni di quei tempi rimangono tuttora presenti sul territorio?

Nella prima metà del Novecento, San Vito era una frazione di Spilamberto che si presentava come tanti altri luoghi della provincia contadina modenese. Il borgo era piccolo e si sviluppava lungo la strada che lo collega al capoluogo. Molti abitanti vivevano in case sparse nei campi. Tanti di loro erano mezzadri: coltivavano le terre dei proprietari, consegnando loro la metà dei raccolti e fornendo altri contributi, spesso definiti “regalie”.
Negli anni del fascismo, le famiglie di San Vito vivevano difficoltà crescenti. Il regime favoriva le rendite dei possidenti, penalizzando i mezzadri e le persone che lavorano con la forza delle loro braccia. La “forbice della ricchezza” si allargava via via e le fasce più povere facevano i conti con una realtà di disagi. Anche per questo, nelle campagne di Spilamberto, le idee sovversive trovarono terreno fertile.
La dittatura di Mussolini vietò la circolazione delle idee politiche antifasciste, ma qualcuno non si perse d’animo. Nelle campagne di Spilamberto le feste dell’estate contadina e le veglie invernali nelle stalle diventarono occasioni per diffondere pensieri alternativi. All’inizio erano frasi dette a mezza bocca, poi diventarono molto di più. Quando si accorsero che la comunità locale era pronta a ricevere i loro discorsi, i dissidenti prepararono materiali per la propaganda clandestina. Le idee circolarono e San Vito si preparò a diventare un epicentro della Resistenza…

Questo è stato il filo rosso seguito durante il trekking di sabato 20 aprile: siamo partiti alle ore 15:00 nel Parco del Guerro (via Marie Curie, San Vito di Spilamberto). Il trekking storico si è sviluppato nel territorio della frazione in circa 2 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche.
La partecipazione al trekking era libera e gratuita, senza necessità di prenotazione, grazie al sostegno della sezione ANPI di Spilamberto. L’evento si inseriva nel programma delle celebrazioni per la Festa della Liberazione nel Comune di Spilamberto.
Nella foto di copertina: il partigiano Giovanni Sola insieme a due compagne. Foto ANPI Spilamberto. Qui sotto, invece, Paola Gemelli conduce il trekking storico lungo le rive del Panaro nel 2023.
