Trekking storici per il Festival narrativo del paesaggio

Negli ultimi anni, come storica, ho partecipato più volte al Festival narrativo del paesaggio promosso dalla Città metropolitana di Bologna e realizzato in collaborazione con i sei Distretti culturali. La manifestazione punta a comporre una mappa narrativa per valorizzare la memoria orale, la storia e il patrimonio paesaggistico locale attraverso spettacoli teatrali, letture, proiezioni, incontri pubblici… Ogni anno, viene scelto un tema diverso. Io sono stata chiamata a portare il mio contributo nel 2024 e nel 2026. Di seguito il resoconto di quelle esperienze.

2024: passi partigiani a Monte San Pietro

Domenica 21 aprile 2024 ho camminato a Monte San Pietro, tra Calderino, Ponte Rivabella e l’orto-giardino “Il Biricoccolo”, per portare i partecipanti alla scoperta della storia della Resistenza a Monte San Pietro. Il trekking Passi partigiani si è quindi dipanato attraverso il racconto di ciò che accadde sulle colline intorno al torrente Lavino tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945.

Paola Gemelli nel corso di una narrazione storica davanti al Municipio nel 2024.

Abbiamo mosso i nostri passi in un giorno dal forte valore simbolico per il territorio bolognese, perché la città e i comuni più occidentali della provincia furono liberati proprio il 21 aprile 1945. In quei momenti Monte San Pietro “era già nel dopoguerra” da un paio di giorni, perché i partigiani della 63^ Brigata “Bolero” e le truppe alleate l’avevano liberata il 19 aprile. A cosa si deve questo “anticipo”? E quali furono le caratteristiche della Resistenza tra la valle del Lavino e le prime balze dell’Appennino? Quante e quali persone furono coinvolte nella lotta di Liberazione?

Paola Gemelli impegnata in una narrazione storica durante una delle tappe del trekking.

Rispondere a queste domande è il mio mestiere – io sono la storica Paola Gemelli –  e l’ho fatto durante le narrazioni che hanno scandito il percorso del trekking. Dopo l’8 settembre 1943 le truppe della Germania nazista occupano l’Italia centro-settentrionale, incaricando Mussolini di formare un nuovo Stato fascista per sostenere la guerra di Hitler. Quando il duce chiama i giovani a prestare il servizio militare, molti non si presentano. Il governo li accusa di tradimento e pronuncia la condanna a morte nei loro confronti. I renitenti alla leva bolognesi non si sentono più al sicuro né in città, né nelle loro case. Devono nascondersi e molti si dirigono istintivamente verso le montagne. Attraversano le valli del Lavino e del Samoggia in cerca di luoghi remoti. Nel corso dell’autunno questo flusso di giovani disperati convince alcuni antifascisti che è arrivato il momento di organizzare una lotta di liberazione. È il caso dell’operaio Amleto Grazia, nato a Monte San Pietro nel 1895. Ha quasi cinquant’anni e porta addosso le sofferenze del confino, eppure è ancora convinto che si possa costruire una società più giusta. Così, sulle colline a ovest di Bologna, raduna intorno a sé un gruppo di giovani, formando il battaglione “Monaldo”, uno dei primi nuclei della 63^ Brigata “Bolero”.
Proprio alcune delle donne e degli uomini appartenenti a quella brigata sono stati tra i protagonisti delle mie narrazioni storiche.

Paola Gemelli nel corso di una narrazione storica nel 2024: qualche goccia di pioggia ci ha indotto a trovare una copertura!

Siamo partiti alle ore 15:00 a Calderino, con ritrovo davanti al Municipio, per concludere, dopo circa 2 ore e 30 minuti con l’ultima narrazione nel monumento “Intrecci di memoria”, realizzato presso l’orto-giardino “Il Biricoccolo”. La partecipazione all’iniziativa era gratuita e non era necessaria la prenotazione. L’evento era organizzato dall’Ufficio cultura del Comune di Monte San Pietro. Nei giorni successivi, ho replicato il percorso per le scuole secondarie di 1° grado di Monte San Pietro e realizzato una variante per quelle della frazione di Monte San Giovanni.

2026: sui passi di Anna

Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre 2026 io e un bel gruppetto di partecipanti siamo usciti di casa per entrare nella storia e scoprire i gesti rivoluzionari di tante donne che si impegnarono nella lotta di Resistenza, armata e civile, liberando il Paese e portando a una piena democrazia. Con la mia guida storica, abbiamo seguito i passi di “Anna” e di altre donne di Monte San Pietro che, muovendosi tra il Lavino e le colline, resero possibile la guerriglia partigiana.

Paola Gemelli alla guida del trekking storico insieme a Valerio del Cai locale.

Ci siamo mossi tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1946, per scoprire come le donne furono protagoniste di un cambiamento epocale che 80 anni fa le portò, per la prima volta nella storia d’Italia, alle urne e da lì alla conquista di sempre maggiori diritti.

Siamo partiti alle ore 15 da Monte San Pietro, con ritrovo in piazza di Case Bonazzi (vicino al Municipio). Il trekking storico è durato 3 ore e mezzo circa, comprese le soste narrative. Siamo stati accompagnati dal gruppo CAI locale e l’evento era voluto e sostenuto dal Comune di Monte San Pietro e organizzato dall’ufficio cultura.

Un momento della narrazione storica lungo le rive del Lavino, con Paola Gemelli.

L’occasione per il trekking, nella quarta edizione del Festival narrativo del paesaggio, è stata data dall’80° anniversario del voto alle donne italiane: l’anniversario del 2 giugno 1946 rappresenta un passaggio storico che ha trasformato profondamente il paesaggio civile, sociale e democratico del Paese. Le iniziative programmate nel 2026 all’interno del Festival mettevano appunto in relazione movimento, territorio e partecipazione, andando così a leggere il paesaggio in quanto spazio attraversato da corpi, scelte e diritti.

Il gruppo in cammino sui passi di Anna: in prima fila l’assessora Erika Masinara e Valerio Marani del Cai.

Storia e natura si sono rivelati un binomio perfetto per il trekking storico di sabato 3 ottobre, che ci ha portato ad attraversare bellissimi paesaggi sui passi di Anna. Abbiamo camminato lungo il Lavino, sorvegliati dai calanchi, per poi inerpicarci sulle colline di Monte San Pietro e allargare la nostra prospettiva a tutte le donne che lottarono per la propria e la nostra libertà. Abbiamo toccato memorie dolorose e ricordato, nel fermento di quel tardo inverno del 1945, gli slanci rivoluzionari di chi seppe osare un passo in più, arrivando a ispirare altre donne. L’ultima tappa, presso il municipio, ci ha riportato a quel preziosissimo 1946 e al nostro presente che ancora ci chiama, unite e uniti, nella lotta per un mondo più giusto.

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