2021: c’eri anche tu sulle colline?
Sabato 15 maggio 2021 ho camminato nella storia tra le meravigliose colline della valle del Guerro. Ho raccontato la Seconda guerra mondiale e la Resistenza a Castelvetro nel trekking storico C’eri anche tu sulle colline?

Il percorso, adatto a tutti, mi ha impegnato per 3 ore, comprese le 6 soste narrative ed era ad anello su tratti di strada asfaltata e altri di strada bianca.
Lungo il percorso ho raccontato alcuni degli aspetti più significativi della Resistenza a Castelvetro. Sono partita dalle vicende dell’8 settembre 1943 per approfondire poi le dinamiche della Resistenza armata e civile sul territorio, facendo luce sulla vita dei partigiani in clandestinità.
Dalle narrazioni storiche è emerso inoltre il ruolo delle donne nella lotta di Liberazione. Grazie alle letture attoriali di Lorenzo Costantini, abbiamo ascoltato anche le parole di chi era solo un bambino e di chi sopravvisse ai rastrellamenti tedeschi e fascisti. Il trekking storico si è concluso, infine, con la gioia dell’ultimo giorno di guerra, riflettendo sugli entusiasmi e sui problemi che caratterizzarono la primavera del 1945.

Il trekking storico si è svolto nell’ambito delle iniziative culturali organizzate dall’Ufficio Cultura del Comune di Castelvetro di Modena per il 25 aprile e il 1° maggio. La partenza era fissata alle ore 15 in piazza Roma e l’arrivo era previsto intorno alle ore 18. L’evento era aperto a tutti, ma per le restrizioni dovute alla pandemia si è svolto a numero chiuso. Per partecipare, occorreva quindi iscriversi, contattando Patrizia Lazzaro dell’Ufficio Cultura del Comune di Castelvetro.

2022: camminata resistente
La mattina di domenica 24 aprile 2022 il programma era di accompagnare i partecipanti con le mie narrazioni storiche in una passeggiata di 6,5 km tra la valle del Guerro e le colline di Castelvetro. Saremmo dovuti andare alla scoperta dei luoghi della Resistenza immortalati nelle foto di Giuseppe Simonini, un fotografo locale. Avrebbero dovuto essere con me anche i musicisti della Banda di Quartiere. La partecipazione al trekking era libera e gratuita e si trattava di un percorso facile con l’unica difficoltà di un tratto in salita ripida, niente in confronto a quello che affrontava chi sceglieva di fare la Resistenza a Castelvetro! Ci siamo ritrovati alle ore 9.30 al Bocciodromo comunale, per partire puntuali alle ore 10, con l’idea di rientrare per le ore 13 al Bocciodromo, dove si poteva partecipare al pranzo resistente.
Alla partenza il pubblico era numeroso, nonostante il cielo minacciasse pioggia. Siamo partiti pieni di speranze, ma purtroppo ci ha colto un acquazzone che ha reso impossibile completare il giro. Le ultime tappe si sono così tenute all’interno dello spazio Pake, dove era allestita una mostra a tema e dove è stato possibile sfruttare le fotografie esposte per continuare a viaggiare nel tempo da… fermi!
Presi dall’imprevisto della pioggia, nessuno ha scattato fotografie… così dovete fidarvi sulla parola.
2023: contadini nella Grande guerra
Sabato 21 ottobre 2023 ho dato appuntamento al mio pubblico sulle splendide colline di Levizzano Rangone per una nuova passeggiata storica. Abbiamo camminato tra i vigneti arrossati dall’autunno, immergendoci in un paesaggio dolce e affascinante (nonostante la partenza sotto la pioggia!). Per contrasto, siamo andati alla scoperta delle esperienze militari dei contadini nella Grande Guerra, seguendo le tracce di chi fu costretto a partire per i fronti. Ho fatto, però, emergere anche ciò che vissero le famiglie dei soldati, rimaste a casa e costrette a barcamenarsi tra le difficoltà del quotidiano. Conoscere i vissuti delle donne e dei bambini è fondamentale per comprendere pienamente cosa fu la Grande Guerra, l’evento che ha contribuito più di tutti a plasmare il Novecento.

In Italia la Prima guerra mondiale mobilita milioni di contadini, costretti ad arruolarsi e a partire per i fronti del conflitto. Anche dalle colline di Levizzano partono decine di giovani: molti di loro sono mezzadri e braccianti agricoli, poco scolarizzati e molto adatti alle fatiche della fanteria. Il Regio Esercito li recluta in massa, ritenendo che i lavori dei campi possano essere svolti dai loro familiari. Le licenze agricole sono ridotte allo stretto indispensabile, affinché le semine e i raccolti non siano compromessi dalla carenza di braccia.
Tra i maschi restano a casa soltanto i capi delle grandi famiglie patriarcali, giudicati troppo vecchi per combattere, e i ragazzini. Condurre un podere senza gli uomini in età di leva non è affatto semplice: le operazioni più faticose gravano sui corpi delle donne e degli anziani, mentre i bambini sono chiamati a contribuire nelle attività più leggere.

Per i giovani, la chiamata alle armi segna un momento di svolta: i soldati non sanno cosa li attende e si ritrovano catapultati in uno scenario caotico. Nei reparti militari conoscono altri uomini, in tutto simili a loro, ma provenienti da altre zone d’Italia. Comunicare è molto difficile, perché nessuno parla abitualmente l’italiano: nelle campagne dominano i dialetti, relegando la lingua nazionale ai mesi della scuola elementare e agli atti ufficiali.
Quando scrivono alle famiglie, i combattenti non vogliono spaventare i loro cari, quindi non raccontano i pericoli. Nelle chiacchierate tra commilitoni, invece, l’incertezza sul futuro stimola la fantasia: i luoghi comuni germogliano e contribuiscono a diffondere le notizie false. Marc Bloch afferma che nei momenti della prova “si crede facilmente a ciò a cui si ha bisogno di credere”: alcuni soldati prestano fiducia a “radio scarpa”, ovvero al passaparola dei miti più diffusi nelle caserme; altri invece si aggrappano alla fede, colorandola di formule, ritualità e superstizioni.

Per partecipare alla passeggiata, occorreva iscriversi e pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi sotto i 12 anni, gratuito per bambine e bambini sotto i 6 anni. Siamo partiti alle ore 15 dal parcheggio di Piazza Giovanni Paolo II a Levizzano Rangone. L’evento è durato 2 ore e mezza, comprese le soste per le narrazioni storiche.
2024: trekking storico in occasione di Tempo lento
In occasione dell’edizione 2024, sono stata invitata a partecipare da protagonista a “Tempo Lento – Festival di Cammini Itinerari Mondi”, manifestazione programmata dal 24 al 26 maggio nel borgo di Levizzano Rangone, nel territorio comunale di Castelvetro di Modena. Per me era un po’ come stare a casa, sia perché ho camminato tante volte tra quelle colline (per lavoro e per piacere!), sia perché è un festival che unisce l’esperienza culturale a quella del camminare, nel nome di una lentezza che è spazio di incontro e crescita. Proprio quello che da tanti anni faccio con i miei trekking storici!

Domenica 26 maggio ho così condotto un trekking storico in partenza alle ore 14.30 dalla corte del Castello di Levizzano Rangone. Da lì ci siamo avventurati nel territorio levizzanese andando alla scoperta di episodi, vicende e traversie della Resistenza e della Seconda guerra mondiale. In cinque tappe i partecipanti hanno potuto ascoltare il racconto delle scelte degli uomini e delle donne che, anche su quelle colline, posero le basi per una futura democrazia attraversando uno dei periodi più bui della nostra storia.

La durata del trekking è stata di circa 2 ore e 30 minuti. La partecipazione era gratuita, ma a numero limitato. Devo dire che è stata una meravigliosa domenica a Levizzano Rangone! È stato bello accompagnare i partecipanti tra quelle colline che tanto amo e che racchiudono storie emblematiche del nostro Novecento. Raccontarle nel tempo lento del cammino è una mia passione e condividerle con tante persone mi ha riempito di soddisfazione. “Tempo lento”, poi, è un festival bello e prezioso, dove ho trovato tante corrispondenze.
Il giorno prima, sabato 25 maggio alle ore 16.30, avevo partecipato – sempre nell’ambito del Festival – a un momento di confronto sul tema “I Cammini che raccontano la Storia”: il pubblico ha quindi potuto vivere sia il dietro che il davanti le quinte della mia professione.

2024: le colline dei ribelli
Domenica 13 ottobre 2024 ho incontrato il mio pubblico per una nuova passeggiata storica tra il borgo e le splendide colline di Castelvetro. Ho raccontato nuove storie di Resistenza e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale, mettendo in evidenza i particolari legami che univano quel magnifico territorio alla città di Modena.
Tra l’autunno 1943 e la primavera 1945, infatti, donne e uomini si spostano, spesso furtivamente, tra Modena e le colline. Quali sono i sogni e le speranze che li animano? Come pensano di raggiungere obiettivi così diversi e dissonanti dall’atmosfera della guerra? E cosa vivono, invece, le persone che abitano a Castelvetro? Qual è l’impatto del conflitto sulla loro quotidianità?

Camminando insieme a me – io sono Paola Gemelli – i partecipanti hanno potuto scoprire perché quelle di Castelvetro erano considerate anche dalle forze armate tedesche “le colline dei ribelli”. I racconti storici hanno permesso al mio pubblico di incontrare persone comuni, molto lontane dai fatti della “grande storia”, ma protagoniste di vicende molto significative per comprendere cosa significava vivere nel mezzo della Seconda guerra mondiale.
In questa occasione ho realizzato anche il terzo “quaderno” di una serie cominciata qualche mese prima, che conteneva una sintesi delle vicende narrate durante la passeggiata. Chi voleva riceverlo, poteva prenotarlo al momento dell’iscrizione.

Per partecipare alla passeggiata storica Le colline dei ribelli era necessario iscriversi e pagare una quota di partecipazione, da versare alla partenza: 10€ a persona, 5€ per ragazze e ragazzi minori di 12 anni, gratuito per bambine e bambini minori di 6 anni. Per chi desidera ricevere anche il “quaderno”, era previsto un supplemento al trekking di 5€ per ogni copia. La partenza era prevista alle ore 14.30 in Piazza Roma a Castelvetro. L’evento è durato circa 3 ore, comprese le soste per le narrazioni storiche.
