Nel corso del 2021, in piena pandemia, il progetto di una rassegna di incontri di Public History dal titolo Raccontami la Storia si è svolta in modalità a distanza con la pubblicazione sui canali social di una serie di video curati insieme al Comune di S. Cesario sul Panaro. I video sono stati realizzati e pubblicati in occasione di 4 date significative del calendario civile: il Giorno della memoria (27 gennaio), il Giorno del ricordo (10 febbraio), la Giornata internazionale della donna (8 marzo) e la Festa della Liberazione (25 aprile).
Giorno della memoria: da San Cesario ad Auschwitz

Siamo abituati a pensare a certi eventi storici come a qualcosa di lontano da noi, che non ci riguarda personalmente e che probabilmente non ha intaccato le realtà dei paesi in cui viviamo. Questo può essere per molti il caso della Shoah. Potrebbe quindi essere una sorpresa scoprire che la storia ha bussato alla porta di una casa di San Cesario sul Panaro per portare via qualcuno. Anche perché che a San Cesario si fossero stabiliti degli ebrei nessuno lo sapeva… o quasi. Eppure è proprio così: all’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso una famiglia ebraica viene accolta e nascosta a San Cesario… finché qualcosa non va storto.
Questa storia è al centro del videoracconto Da San Cesario ad Auschwitz. Ho scelto di proportela anche con le parole di una delle protagoniste. È una storia di cui non ho potuto ricostruire ogni dettaglio. Capita, quando si ha a che fare con le vicende di persone costrette a vivere in clandestinità. Forse però col tuo aiuto e con i ricordi della tua famiglia potremo arricchirla con nuovi particolari.
Il videoracconto per il Giorno della memoria è stato pubblicato sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Comune
Il ricordo e il silenzio: video racconto per il 10 febbraio
Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo. Questa data è stata inserita nel calendario civile della Repubblica italiana nel 2004 con l’obiettivo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Nel 2021 le restrizioni dovute alla pandemia non consentivano un evento in presenza, così il contributo storico è diventato un evento online: la narrazione storica ricostruiva la complessa vicenda del confine orientale, una terra che ha vissuto in maniera particolarmente intensa i traumi del Novecento europeo.
Il racconto faceva luce sulle violenze del secondo dopoguerra e sull’esodo istriano-dalmata, inserendo questi tragici eventi nel contesto della loro epoca e riflettendo sulle dinamiche storiche che hanno contribuito a innescarli. Questi elementi di conoscenza possono aiutare il pubblico a comprendere meglio le esperienze vissute dalle popolazioni italiane di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia.
Le donne c’erano sempre: video racconto sulla solidarietà femminile
La Giornata internazionale della donna 2021 ha aperto la strada al terzo appuntamento con Raccontiamo la storia, la rassegna di incontri di Public History curata in collaborazione con l’Ufficio cultura del Comune di San Cesario sul Panaro. Dopo gli episodi del 27 gennaio e del 10 febbraio, nella serata dell’8 marzo è uscito il videoracconto Le donne c’erano sempre. E’ stata l’occasione di scoprire una storia di solidarietà femminile e di lotte per migliorare la vita quotidiana delle donne.
Il vide oracconto ricostruiva la storia di Fernanda Rossi e raccontava l’importanza della solidarietà femminile, che è stata il filo rosso della sua vita. Da giovane, a San Cesario, ha attraversato la Seconda guerra mondiale e ha avuto la forza di fare scelte delicate in uno dei momenti più complessi della storia italiana. Anche nei decenni successivi ha vissuto la fatica e la difficoltà di essere donna in un’Italia che non riusciva a concretizzare l’articolo 3 della Costituzione.
Nelle sfide che ha dovuto affrontare, Fernanda Rossi ha trovato conforto e sostegno nella solidarietà femminile. Lei stessa ha più volte offerto il suo aiuto ad altre donne e ha portato avanti battaglie per ottenere migliori condizioni di vita. Ricordare il suo impegno ci ha aiutato a capire meglio il senso della Giornata internazionale della donna.
La storia di Fernanda Rossi non è un unicum, ma presenta somiglianze con le vicende di tante altre donne del Novecento italiano. Ce ne accorgiamo se poniamo attenzione a ciò che accade alla fine della Seconda guerra mondiale, quando la solidarietà femminile favorisce la ricostruzione dei rapporti tra le persone e sostiene chi è più in difficoltà. Al tempo stesso le donne italiane non dimenticano le lotte per i diritti cominciate tanti anni prima e ricordate fin dal 1921 nella Giornata internazionale della donna.
Nei due decenni successivi, il regime fascista aveva messo a tacere anche le rivendicazioni femminili. Già l’8 marzo 1945, però, nell’Italia liberata si può festeggiare la conquista del diritto di voto, che le donne eserciteranno pienamente l’anno successivo. Proprio nel 1946 si sceglie la mimosa come fiore simbolo della giornata. Da lì in poi, l’8 marzo sarà un’occasione per riportare alla luce le lotte del passato e dare linfa alle nuove mobilitazioni per raggiungere la giustizia nei rapporti di genere.
“Coltivare la Resistenza” a San Cesario
Dopo gli episodi del 27 gennaio, del 10 febbraio e dell’8 marzo, in occasione della Festa della Liberazione 2021 è uscito il video racconto Coltivare la Resistenza, quarto e ultimo appuntamento con Raccontami la storia, la rassegna di incontri di Public History curata in collaborazione con l’Ufficio cultura del Comune di San Cesario sul Panaro.
Il video racconto cominciava con la caduta del regime fascista e proseguiva fino alla primavera del 1945, attraversando i venti mesi della guerra totale. Ripercorreva così alcune tappe della Resistenza a San Cesario sul Panaro e nella Quarta zona partigiana modenese.
La narrazione faceva emergere le motivazioni che portarono al rifiuto del fascismo e le dinamiche locali della lotta di Liberazione. Attraverso la ricostruzione storica, corredata dalle testimonianze di alcuni protagonisti, veniva alla luce la solidità del rapporto tra i partigiani e la popolazione contadina, fondamentale per lo sviluppo della Resistenza lungo il Panaro.
Il racconto svelava inoltre i problemi della vita in clandestinità, alla quale i partigiani furono costretti per l’intero periodo della lotta di Liberazione. Tra le difficoltà e i pericoli di quella quotidianità distorta, tante persone trovarono la forza di immaginare un futuro diverso, impegnandosi concretamente per costruirlo. Anche per questo, tra il 19 e il 22 aprile 1945, San Cesario ha ritrovato la libertà e ha cominciato ad affrontare le sfide della ricostruzione postbellica. Conoscere questa storia, insieme alle tragedie provocate dalle guerre fasciste, ci aiuta a comprendere l’importanza storica della Liberazione, che fu una svolta decisiva per il Novecento italiano.
Il videoracconto Coltivare la Resistenza è stato pubblicato il 24 aprile sulle pagine Facebook del Comune e della Biblioteca di San Cesario, oltre che sul canale YouTube del Comune.