Pedalate storiche

A volte i luoghi ideali per una narrazione storica itinerante non sono così vicini tra loro: ecco allora che, invece di affidarsi alle gambe, occorre dotarsi di due ruote. Negli anni, ho scelto più volte la formula della pedalata storica, che ha anche il vantaggio di ricreare la suggestione di muoversi “come una volta”. Di seguito il racconto di qualcuna di quelle esperienze. Altre ancora le trovi nella pagina dedicata alle pedalate sassolesi del 1° maggio.

2020: fianco a fianco

Spesso, quando andiamo a cercare le donne nel passato, le troviamo “un passo indietro” rispetto agli uomini. Che vivano in un piccolo centro come Castelnuovo Rangone o in una realtà più grande, la loro storia è costellata di meno diritti, meno potere, meno possibilità di scelta. Vivono peggiori condizioni di lavoro, forti discriminazioni, numerosi pregiudizi. Non possiamo negare che, anche a livello mondiale, sia ancora così per moltissimi aspetti. Dobbiamo però anche dire che nel corso della storia del Novecento sono stati fatti passi avanti, addirittura balzi.

Un momento della pedalata storica nelle campagne di Castelnuovo Rangone, con Paola Gemelli.

In particolare la Seconda guerra mondiale, periodo “stra-ordinario” nel senso di “fuori dall’ordinario”, ha costituito per le donne l’occasione di rompere l’ordine tradizionale e fare un deciso passo avanti. Nei difficili mesi della nostra storia che vanno dal 25 luglio 1943 all’aprile 1945, donne e uomini hanno lottato fianco a fianco per la liberazione del Paese e per un futuro democratico. Castelnuovo Rangone è un luogo ideale per raccontare questa storia. Qui infatti nella primavera del 1944 viene rinvenuto uno dei primi appelli all’impegno femminile, che risulta particolarmente significativo non solo per il richiamo alla lotta ma anche per la rivendicazione di maggiori diritti…

Ho raccontato questa e altre storie domenica 26 luglio 2020, nel corso di una pedalata storico-narrativa tra il centro storico di Castelnuovo Rangone e l’antico borgo di Paganine (frazione di Modena). L’evento era organizzato dal circolo Caos e dall’Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Castelnuovo Rangone e prevedeva una pedalata di circa 16 km. Il percorso ha interessato in gran parte la ciclabile Modena-Vignola ed era adatto a tutti.

Un’altra tappa narrativa con Paola Gemelli nel corso della pedalata storica da Castelnuovo a Paganine.

Lungo la via abbiamo fatto 5 tappe. Mentre i partecipanti si riposavano, io – Paola Gemelli – ho raccontato vicende accadute sul luogo: dal salumificio Villani alla vecchia ferrovia Modena-Vignola, dalle frazioni modenesi alle scuole di Castelnuovo. Abbiamo ascoltato anche alcune voci del passato, grazie alle letture da documenti e testimonianze interpretate dalle donne del circolo Caos. Pedalando, insomma, non ci siamo mossi solo nella bella campagna modenese, ma abbiamo fatto anche un viaggio nel tempo, che, proprio con il mezzo più in uso all’epoca – la bicicletta – ci ha portato a conoscere tante storie tra Resistenza e vita quotidiana, con particolare attenzione ai ruoli e alle differenti modalità di impegno delle donne.

Per pedalare nelle ore più fresche, il ritrovo era fissato per le ore 8.30 in piazza Giovanni XXIII a Castelnuovo Rangone. Siamo partiti alle ore 9 e l’evento è durato 2 ore e mezzo circa, compreso il rientro a Castelnuovo. L’evento aveva il sostegno della Regione Emilia-Romagna. L‘iniziativa era ad accesso libero e gratuito e si è svolta nel rispetto delle norme di sicurezza anti-covid.

Paola Gemelli impegnata in una narrazione storica nelle campagne tra Castelnuovo e Paganine.

Luglio 2021: a ruota libera!

Mercoledì 7 luglio 2021 sono partita dal Parco Amendola, alle ore 19, per la pedalata della Resistenza A ruota libera, ideata e condotta da me – Paola Gemelli – con il sostegno dell’organizzazione Loving Amendola.

A ruota libera è stato un viaggio in bicicletta di due ore, comprese le tappe narrative, e in grandissima parte su piste ciclabili. Abbiamo attraversato alcuni parchi della città, che portano nei loro nomi e nell’organizzazione degli spazi verdi le memorie di un’epoca decisiva del Novecento modenese.

Negli anni della Seconda guerra mondiale, Modena è una città circondata dalle campagne, che da più parti si estendono fino a ridosso dei viali. La cintura industriale a nord del centro e le terre coltivate della pianura sono unite da un legame profondo. Molti giovani trovano lavoro in fabbrica e si trasferiscono nei quartieri operai, ma tornano nei campi ogni volta che aumenta il bisogno di manodopera. Tantissimi abitanti della città mantengono dunque rapporti di condivisione con i parenti e gli amici che continuano a coltivare le terre.

Paola Gemelli durante una narrazione storica nel corso della pedalata modenese del luglio 2021.

Queste relazioni di scambio tra la città e le campagne diventano ancora più importanti nella seconda metà del 1943. Quando i nazisti occupano l’Italia e i fascisti della Repubblica sociale italiana scatenano la guerra civile, i primi nuclei della Resistenza modenese possono contare su basi, nascondigli e approvvigionamenti alimentari. La lotta di Liberazione trova così nelle campagne non solo donne e uomini disposti a combattere, ma anche un sostegno prezioso per affrontare i momenti più difficili.

Nel secondo dopoguerra i modenesi vivono una stagione di cambiamenti politici, economici e sociali. La città s’impegna per superare la crisi delle grandi fabbriche e delinea il modello dei distretti industriali. Comincia un periodo di crescita e di allargamento del benessere, ma si aprono problemi strutturali mai affrontati in precedenza. La città si allarga e si fa sentire anche l’inquinamento.

Per garantire una vita dignitosa al massimo numero possibile di persone, diventa indispensabile organizzare in maniera efficace gli spazi della città. In questo ambito si colloca la pianificazione dei parchi urbani, necessari per dare “respiro” a un territorio sempre più cementificato.

Un momento della pedalata storica del luglio 2021 a Modena, con Paola Gemelli.

La realizzazione di questi spazi verdi richiede, però, parecchio tempo e in alcuni casi i risultati non rispecchiano completamente i progetti originari. Sul finire del Novecento la città può comunque contare su un buon numero di parchi. Alcuni di questi portano nel proprio nome la memoria dell’opposizione al fascismo: è, ad esempio, il caso del parco Amendola, dedicato all’antifascista liberale Giovanni Amendola, morto nel 1926 in Francia per le conseguenze delle aggressioni fasciste.

Anche altri parchi modenesi condensano nei nomi e negli aspetti paesaggistici i segni di importanti pagine storiche del Novecento. Ne abbiamo scoperti alcuni proprio durante la pedalata della Resistenza A ruota libera!

La pedalata era aperta a tutti, su prenotazione obbligatoria. Erano previste 6 tappe narrative.

Ottobre 2021: donne e uomini a Castelnuovo Rangone nel dopoguerra

Domenica 3 ottobre sono salita nuovamente sulla bicicletta per un viaggio nella storia. L’appuntamento era a Castelnuovo Rangone per la pedalata Pace, lavoro e libertà. Donne e uomini a Castelnuovo Rangone nel secondo dopoguerra. La partecipazione all’evento era gratuita, ma con posti limitati, per cui era necessaria la prenotazione.

La partenza della pedalata storica nella piazza del maialino a Castelnuovo Rangone, con Paola Gemelli.

Ci siamo ritrovati alle ore 14:45 presso la statua del maialino in piazza Roma e siamo partiti alle ore 15. L’evento ha avuto una durata di 3 ore circa, comprese le tappe narrative. Il percorso si sviluppava per la maggior parte in sede protetta. Abbiamo pedalato, infatti, anche lungo la bella pista ciclabile Modena-Vignola, ricavata dal tracciato della vecchia linea ferroviaria. Andando verso Spilamberto, abbiamo visto anche alcuni segni di questo passato.

Paola Gemelli nel corso di una narrazione storica durante la pedalata dell’ottobre 2021.

Pedalando, abbiamo avviato una macchina del tempo che ci ha riportato a quel dopoguerra così difficile, ma anche ricco di entusiasmo e speranze, in particolare per le donne. Ho raccontato le storie di alcune di loro, mettendo in evidenza alcuni aspetti della condizione femminile nel secondo dopoguerra a Castelnuovo Rangone e nei dintorni. Le vicende hanno fatto inoltre emergere la complessità dei rapporti di genere in un periodo storico caratterizzato da profondi cambiamenti sociali, la voglia di autodeterminazione delle donne, le lotte e le difficoltà che tante di loro hanno dovuto affrontare per realizzare quello che le loro madri mai avrebbero pensato di vivere.

Il saluto della vicesindaca di Castelnuovo Rangone Daniela Sirotti Mattioli.

Le narrazioni hanno messo in luce i problemi sul lavoro, l’impegno per la pace, la questione della maternità, gli slanci e le difficoltà dell’attività politica, ma anche la contrapposizione fra il desiderio dell’emancipazione e la persistenza della tradizione.

Abbiamo ascoltato anche alcune voci del passato, grazie alle letture da documenti e testimonianze interpretate dalle donne del circolo Caos.

Una delle donne del Caos impegnata in una lettura durante la pedalata storica.

L’iniziativa era ad accesso gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti e si è svolta nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid. L’evento era promosso dall’Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Castelnuovo Rangone e dal circolo Caos.

Un’altra lettura a cura di una delle donne del circolo Caos.

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