Ancora una volta, nell’anno scolastico 2018/19, ho insegnato la storia… in cammino. Ma non solo. La novità di quell’anno scolastico, rispetto alle proposte che ho tradizionalmente in catalogo, mi è stata offerta dalla mostra 1948. Italia al bivio, curata dall’Archivio storico del Comune di Modena e dalla Biblioteca Poletti con la mia collaborazione.
La visita alla mostra è stata infatti il perno delle due attività proposte alle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di II grado di Modena. Entrambe erano pensate per permettere agli studenti di entrare nei meccanismi della propaganda e comprenderli storicamente. Nel 70° anniversario delle elezioni politiche del 1948, l’itinerario scuola-città (nel catalogo MEMO al numero 465) proponeva la scoperta e l’uso critico di fonti poco note (manifesti, cartoline, fumetti, volantini illustrati) risalenti alla comunicazione politica del 1948, particolarmente adatta per analizzare diversi tipi di linguaggio visivo. Gli studenti avevano così l’occasione di ricevere stimoli per interpretare criticamente la storia dell’Italia contemporanea, oltre ad acquisire strumenti per decodificare i messaggi politici di oggi.

Da quando esiste la società di massa, orientarsi nella comunicazione politica è molto difficile. Ogni formazione propone la sua “verità”, sfruttando più o meno abilmente i meccanismi dei mass media. Nei materiali di propaganda, dove si fa largo uso di immagini e illustrazioni, i linguaggi superano il piano verbale e puntano dritti all’emotività delle persone.
In un contesto del genere è importante sviluppare un metodo per non smarrirsi tra le voci che si contrappongono sulla scena pubblica. Già, ma come si può raggiungere questo obiettivo? Dove acquisire le competenze necessarie per vivere una cittadinanza consapevole?
Un buon percorso scolastico è un ottimo primo passo per raffinare lo spirito critico, che è fondamentale per orientarsi nel presente. Tra le materie curricolari, la storia è particolarmente adatta a stimolare l’attitudine al confronto tra le voci. Se affrontata in modo scientifico, questa disciplina insegna a vagliare con attenzione tutte le fonti, anche quelle iconografiche, inserendole nel contesto che le ha generate.
La storia ha poi un paio di “vantaggi” rispetto all’attualità. Innanzi tutto, la ricerca d’archivio permette di osservare gli eventi da varie angolazioni, quasi sempre precluse ai contemporanei. E non bisogna dimenticare, inoltre, che lo storico può mettersi nelle condizioni di sapere come “vanno a finire” i fatti che prende in esame.

Le classi destinatarie della proposta didattica potevano scegliere tra tre diverse possibilità:
- Visita guidata della mostra 1948. Italia al bivio con breve contestualizzazione storica delle elezioni politiche del 1948 e analisi dei temi, delle strategie, delle immagini, dei simboli e degli slogan della campagna elettorale. Durata 1 ora e 30 minuti.
- Visita guidata + Trekking storico in città. Ovvero un itinerario a piedi alla scoperta dei luoghi del confronto politico delle elezioni del 1948, con successiva visita alla mostra: il contesto civile, sociale e politico di ieri riviveva nelle narrazioni storiche della guida, nelle letture affidate ai ragazzi e nelle immagini d’epoca mostrate durante il percorso. Partenza dal Palazzo dei Musei. Durata: 3 ore.
- Visita guidata + Laboratorio sulle fonti. Al termine della visita guidata i ragazzi erano impegnati in un’attività laboratoriale di gruppo, incentrata sull’analisi e decodifica di alcuni dei materiali di propaganda esposti. Durata: 3 ore.
In particolare il secondo modulo didattico proposto era articolato dapprima in un trekking storico-narrativo attraverso luoghi significativi della città, affinché gli studenti potessero scoprire la declinazione modenese di quella campagna elettorale, per proseguire in una visita guidata alla mostra 1948. Italia al bivio, presso la sede degli istituti. Il percorso in città dava l’occasione di scoprire i luoghi della condivisione e del confronto tra i cittadini durante la campagna elettorale del 1948. Le narrazioni storiche hanno permesso agli studenti di conoscere episodi accaduti in città, dai quali è stato possibile ricavare spunti utili a comprendere le dinamiche storiche del secondo dopoguerra italiano. La visita guidata alla mostra aveva invece lo scopo di far comprendere ai ragazzi il linguaggio della comunicazione politica, attraverso la scoperta e l’analisi storica delle strategie e degli stili adottati dalla propaganda.
L’attenzione dei ragazzi è stata quindi convogliata su linguaggi, immagini, luoghi comuni, simboli e slogan, affinché potessero imparare a decodificare i messaggi, collocandoli nel contesto storico che li ha generati. La ricchezza e la bellezza del materiale conservato ed esposto presso i due istituti (manifesti, volantini, vignette, fumetti, giochi da tavolo, cartoline…) ha ogni volta entusiasmato gli studenti, che hanno raccolto lo stimolo a un confronto con gli odierni linguaggi della comunicazione e della politica.
Gli itinerari erano gratuiti.

L’anno scolastico 1919/20 e il catalogo multimediale
Per l’anno scolastico successivo, 2019/20, è stato aggiunto anche un catalogo multimediale (un power point didattico corredato da un saggio storico) che rendesse possibile ai docenti e agli alunni continuare a fruire dei contenuti tracciati nel percorso didattico, con approfondimenti e ulteriori apparati iconografico-documentari.

Come l’anno precedente, la proposta didattica era presente sul catalogo degli itinerari scuola città a Modena. Si trattava di due proposte gratuite per le scuole secondarie di primo e secondo grado.
In particolare, nell’anno scolastico 2019/2020 i docenti delle classi quinte delle scuole secondarie di II grado potevano aderire al laboratorio Propaganda e società di massa: istruzioni per l’uso. L’attività si svolgeva presso la biblioteca civica d’arte Luigi Poletti.
Il laboratorio aveva l’obiettivo di far riflettere gli studenti sui temi più rilevanti della campagna elettorale del 1948 (la ricostruzione, i giovani, il lavoro, la pace, la libertà, la paura del nemico). Il confronto, l’analisi e l’interpretazione di materiali di propaganda originali (manifesti, volantini, cartoline, fumetti) venivano proposti con modalità interattive.
Il mio obiettivo era di allenare i ragazzi a un uso critico delle fonti della storia contemporanea e della comunicazione politica, anche ai fini di un esercizio di “cittadinanza attiva” nel contesto attuale.
Alle classi terze della scuola secondaria di I grado di Modena è stato invece proposto il laboratorio Costituzione in gioco nei suoi locali presso il Palazzo dei Musei. L’attività adottava un approccio ludico-narrativo al testo della Carta costituzionale. L’obiettivo era quello di stimolare la curiosità storica dei ragazzi con un avvincente gioco a squadre. La base dell’attività ludica era la fedele riproduzione di un materiale di propaganda realizzato per le elezioni del 1948, il “Giuoco dell’Oca del Vero Italiano”. Alcune caselle speciali attivano brevi narrazioni storiche su temi legati a principi e articoli costituzionali (discriminazione di genere, di razza, guerra, democrazia…), attingendo alla biografia di personaggi modenesi o a vicende di storia locale, che rendevano la storia più vicina ai contesti di riferimento dei ragazzi.
L’anno scolastico 2020/2021, a prova di Covid
L’anno scolastico 2020/2021 è cominciato, con un carico di incertezze e una riconferma: anche quell’anno ero presente sul catalogo degli itinerari scuola-città a Modena con due proposte gratuite. Ma c’era di più: erano anche a prova di Covid.
Si trattava di attività legate alla storia contemporanea, che rientravano a pieno titolo nelle attività previste per le 33 ore di insegnamento dell’Educazione civica a scuola (ambito Costituzione): per le classi terze delle scuole secondarie di primo grado e per le classi quinte di quelle di secondo grado. In entrambi i casi, come già negli anni precedenti, i posti sono andati esauriti.
Le attività erano riportate nel catalogo di Memo al numero 337, con il titolo 1948: Costituzione, propaganda e voto, ed erano proposte dall’Archivio storico del Comune di Modena e dalla Biblioteca civica d’arte Poletti, con la mia collaborazione.
I docenti delle classi quinte delle scuole secondarie di II grado potevano aderire al laboratorio Propaganda e società di massa: istruzioni per l’uso. L’attività aveva la durata di 1 ora e mezzo e, condizioni permettendo, era prevista presso la Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, che ne era promotrice e conserva i documenti utilizzati durante il laboratorio. L’obiettivo era, come già negli anni precedenti, quello di allenare i ragazzi a un uso critico delle fonti della storia contemporanea e della comunicazione politica, anche ai fini di un esercizio di “cittadinanza attiva” nel contesto attuale e di educazione civica a scuola.
L’attività si proponeva di stimolare gli studenti a riflettere sui temi più rilevanti della prima campagna elettorale dopo l’entrata in vigore della Costituzione, nel 1948 (i giovani, il lavoro, la pace, la libertà, la paura del nemico…). L’analisi, l’interpretazione e il confronto dei materiali di propaganda originali (manifesti, volantini, cartoline, fumetti…) sono proposti con modalità interattive.
La proposta era realizzabile anche in una “modalità alternativa Covid“, in collegamento con la Biblioteca civica d’arte Poletti, che permetteva comunque la visione dei materiali e salvaguarda la modalità interattiva. E’ in effetti stata utilizzata questa possibilità.
Per le classi terze della scuola secondaria di I grado, l’Archivio storico del Comune proponeva invece il laboratorio Costituzione in gioco, da realizzarsi, condizioni permettendo, nei suoi locali presso il Palazzo dei Musei. La durata era di 1 ora e mezzo. L’attività adottava un approccio ludico-narrativo al testo della Carta costituzionale con l’obiettivo di stimolare la curiosità storica dei ragazzi con un avvincente gioco a squadre. La base dell’attività ludica era la fedele riproduzione di un materiale di propaganda realizzato per le elezioni del 1948, il “Giuoco dell’Oca del Vero Italiano”. Alcune caselle speciali attivavano brevi narrazioni storiche su temi legati a principi e articoli costituzionali (discriminazione di genere, di razza, guerra, democrazia…), attingendo alla biografia di personaggi modenesi o a vicende di storia locale, che rendono la storia più vicina ai contesti di riferimento dei ragazzi e regalano profondità all’insegnamento dell’educazione civica a scuola.
Anche in questo caso, la proposta era realizzabile anche in una “modalità alternativa Covid“, in collegamento con l’Archivio storico del Comune di Modena, che salvaguardava la modalità ludica e interattiva, come è stato.
Ancora cittadinanza e Costituzione per l’anno scolastico 2021/2022
Nell’anno scolastico 2021/2022 sono stata presente, per il quarto anno consecutivo, sul catalogo degli itinerari scuola-città a Modena con due proposte gratuite. Si trattava ancora di attività legate alla storia contemporanea, che approfondiscono alcune vicende del Novecento modenese e rientrano a pieno titolo nelle linee previste per l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. In caso di necessità, potevano essere svolte anche a distanza.
Le attività erano riportate nel catalogo di Memo al numero 339, con il titolo 1948: Costituzione, propaganda e voto, e mi sono state affidate dall’Archivio storico del Comune di Modena e dalla Biblioteca civica d’arte Poletti. Erano rivolte:
- alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado;
- alle classi quinte di quelle di secondo grado.
Alle classi quinte delle scuole secondarie di II grado era rivolto il laboratorio Propaganda e società di massa: istruzioni per l’uso. L’attività durava 1 ora e mezzo e, condizioni permettendo, si svolgevano al Palazzo dei Musei, presso la Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti. L’obiettivo era allenare gli studenti a un uso critico delle fonti della storia contemporanea e della comunicazione politica. Questo approccio può aiutare a sviluppare competenze utili per una “cittadinanza attiva” nel contesto attuale: rientrava dunque nel percorso di Cittadinanza e Costituzione.
L’attività stimolava la classe a riflettere sui temi più rilevanti del dibattito in vista delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, le prime dell’Italia repubblicana. La Costituzione era appena entrata in vigore e si parlava dei giovani, di lavoro, pace e libertà, ma anche della paura di nuovi “nemici”. L’analisi, l’interpretazione e il confronto dei materiali di propaganda originali (manifesti, volantini, cartoline, fumetti come quelli che si possono vedere anche in questo post) erano proposti con modalità interattive.
Alle classi terze della scuola secondaria di I grado era rivolto il laboratorio Costituzione in gioco. Condizioni permettendo, l’attività è stata realizzata al Palazzo dei Musei, presso l’Archivio storico del Comune di Modena, ente promotore. La durata era di 1 ora e mezzo. L’attività si inseriva nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione con l’obiettivo di stimolare la curiosità storica dei ragazzi mediante un approccio ludico-narrativo. Veniva infatti proposto un avvincente gioco a squadre, basato sulla fedele riproduzione di un materiale di propaganda realizzato per le elezioni del 1948, il “Giuoco dell’Oca del Vero Italiano”. Alcune caselle speciali attivavano brevi narrazioni storiche su temi legati a principi e articoli costituzionali (discriminazione di genere, di razza, guerra, democrazia…), attingendo alla biografia di personaggi modenesi o a vicende di storia locale, che rendevano la storia più vicina ai contesti di riferimento dei ragazzi e regalavano profondità all’insegnamento dell’educazione civica a scuola. Anche in questo caso la proposta era realizzabile anche in didattica a distanza, in collegamento con l’Archivio storico del Comune di Modena, salvaguardando la modalità ludica e interattiva.
Si è trattato dell’ultimo anno scolastico di un’esperienza di successo e duratura, che mi ha coinvolto per 4 anni con grandi soddisfazioni. Su richiesta, in modalità libero-professionale, posso ancora portare nelle classi queste stesse attività grazie alle possibilità che offre la tecnologia. Scrivimi per parlarne: info@paolagemelli.it