“Anna e la via della salvezza”: narrazione spettacolo sulla Shoah

“Anna e la via della salvezza” è il titolo di una narrazione spettacolo proposta nel 2024 e realizzata sulla scorta di ricerche storiche realizzate negli archivi per poter raccontare risvolti locali della Shoah. E’ andata in scena due volte: la prima a Spilamberto, nel gennaio, e la seconda a Modena, nel novembre. Proporla in queste due sedi aveva un senso particolare, legato alla dinamica della vicenda raccontata.

Ebrei a Spilamberto: Anna e la via della salvezza

Martedì 23 gennaio 2024 a Spilamberto è andata in scena la “prima” della narrazione-spettacolo, frutto delle ricerche che portate a termine nei mesi precedenti. Anna e le via della salvezza voleva immergere il pubblico nella storia di una famiglia di ebrei bolognesi, passati dal benessere al bisogno di trovare un nascondiglio. Nelle peripezie successive all’8 settembre 1943, Spilamberto e alcuni suoi abitanti hanno un ruolo centrale in questa storia. Proprio per questo la cornice ideale della narrazione-spettacolo era lo Spazio eventi Liliano Famigli. L’evento era previsto per le ore 21 con partecipazione libera e gratuita, senza necessità di prenotazione, grazie al sostegno del Comune di Spilamberto.

La casa-rifugio di Spilamberto in una rielaborazione proposta al pubblico.

Ma c’erano dunque ebrei a Spilamberto? Dopo le leggi antisemite del 1938, i censimenti “della razza” non rilevarono la presenza di ebrei a Spilamberto. Non era sempre stato così: nei primi trent’anni del Cinquecento, ad esempio, risultava residente un tale Yosef. Nel 1610 era presente il banchiere Jacob Sanguinetti, che concedeva prestiti feneratizi. Vent’anni dopo, l’Inquisizione cominciò a tenere d’occhio la realtà spilambertese a causa della costruzione di una sinagoga. Col trascorrere del tempo, però, si persero le tracce degli ebrei, che lasciarono il paese per non farvi ritorno, stabilendosi prevalentemente nelle città.

Le cose cominciarono a cambiare nel corso della Seconda guerra mondiale, quando la minaccia delle incursioni aeree convinse diverse famiglie a sfollare verso le campagne. Molti ebrei benestanti lasciarono definitivamente le residenze urbane all’indomani dell’armistizio, quando l’occupazione nazista e il fascismo della Repubblica sociale italiana li minacciarono ancora più duramente.

Un fotogramma delle immagini che hanno accompagnato la narrazione-spettacolo.

In quelle drammatiche circostanze, Spilamberto divenne un luogo di rifugio. Arrivò, ad esempio, una famiglia di ebrei bolognesi, accolta da amici di vecchia data. L’ospitalità generosa e la rete di aiuto intessuta dai parroci modenesi portarono alla salvezza la gran parte delle persone nascoste. Chi li aiutò? Come funzionava il soccorso agli ebrei nei territori modenesi? E che cosa accadde alle persone anziane, più fragili e più esposte ai rischi della clandestinità? Queste domande hanno trovato risposta nella narrazione-spettacolo Anna e le vie della salvezza.

La narrazione-spettacolo a Modena

Martedì 12 novembre 2024, alle 18:30, nella sala civica Villaggio Giardino a Modena è andata in scena per la seconda volta la narrazione-spettacolo Anna e la via della salvezza.

Ripercorrendo la vicenda storica di questa famiglia, il pubblico ha potuto scoprire l’impatto delle persecuzioni razziali e della Shoah sulle vite degli ebrei italiani. E così riflettere sulle loro scelte, molte delle quali furono condizionate dalle molteplici pressioni subite. La narrazione-spettacolo ha offerto anche l’occasione di scoprire come le persone considerate di “razza ebraica” vissero il loro rapporto con l’Italia, il Paese di cui si sentivano parte e che li aveva considerati corpi estranei.

La narrazione-spettacolo, a cui ho lavorato sia a livello di ricerca storica sia per la costruzione di una narrazione da realizzarsi nella forma della narrazione-spettacolo, era arricchita anche da immagini da me curate. E’ stato un modo per condividere alcune delle fonti utili alla ricostruzione storica, ma anche per proporre suggestioni visive che accompagnassero la voce storica.

L’evento modenese era a pagamento: era necessario iscriversi e pagare una quota di partecipazione (10€), da versare all’ingresso in sala.

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